Pavarotti non era il numero uno: "analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico"

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Lo ha chiesto lui stesso di essere ricordato come cantante d'Opera,. Tutti lo stanno facendo, ma per qualcuno Luciano Pavarotti, morto ieri mattina a Modena, non è mai stato il numero uno. Certo, forse oggi non è la giornata migliore per le critiche ad un personaggio che per anni è stato, e continuerà ad essere, il più famoso italiano nel mondo.

Tuttavia non è nemmeno giusto nascondere le proprie valutazioni artistiche solo perchè il soggetto di queste valutazioni ci ha lasciato. Paolo Isotta non si è nascosto, il suo editoriale, che riportiamo più sotto, segue la linea di quello che è sempre stato il suo pensiero su Pavarotti.

Voi cosa ne pensate? Tristezza e sconforto a parte pensate sia stato veramente il numero uno oppure no. 

di Paolo Isotta sul Corriere

Vorremmo ricordare il tenore emiliano com'era ai suoi esordi, rimuovendo i detriti limacciosi accumulatisi con gli anni. Da tenore «di grazia », emulo di Tito Schipa, il quale è ovviamente irraggiungibile, cantava nel «mezzo carattere» dell'Elisir d'amore e della Sonnambula. Possedeva un timbro delizioso ch'era immagine di giovinezza, fiati lunghi e sani e quella splendida chiarezza di dizione che non l'ha abbandonato mai.

Sotto quest'ultimo profilo, anche nei periodi meno felici, Pavarotti restava esempio d'una vecchia scuola italiana gloriosa: quando cantava si capiva ogni parola. Contemporaneamente praticò con lo stesso successo il repertorio «lirico»: a esempio, il duca di Mantova del Rigoletto. Lo si volle accostare a Beniamino Gigli e, ripeto, per bellezza di timbro e chiara dizione ne era un erede. Ho un prezioso ricordo d'un testimone oculare quanto autorevole. Interpretava questo ruolo al Massimo di Palermo sotto la bacchetta del grande e burbero Antonino Votto. Rientrando il Maestro in camerino dopo la recita, borbottava: «Nunn' è ccosa!».

Perché un direttore di tal calibro era scontento d'un delizioso tenore? Pavarotti possedeva in radice difetti da definirsi in radice che i pregi della giovinezza dissimulavano ma non potevano cancellare. Egli era un analfabeta musicale, nel senso che non aveva mai appreso a leggere la notazione musicale: le opere doveva impararle a fatica nota per nota con un tapeur paziente. Questo è ancora il meno. Egli era a-ritmico per natura, non era possibile inculcargli se non in modo vago la nozione della durata delle note e dei rapporti di durata.

L'Opera lirica non è il canto del muezzin, è prodotto di accompagnamento orchestrale e richiede voci che s'accordino fra loro. S'immagini Pavarotti nel Sestetto della Lucia di Lammermoor…

Per avere quest'eccezionale cantante si doveva passar sopra a molte, a troppe cose, e così si ricorreva a direttori d'orchestra abili nel «riacchiappare » il tutto quanto pronti a chiudere tutti e due gli occhi sul rispetto della partitura musicale. Questo difetto è con gli anni aumentato, giacché Pavarotti, il suo vero torto, non aveva e non voleva avere coscienza dei propri limiti.

Col crescergli un ego caricaturalmente ipertrofico diventava sempre più insofferente delle critiche, anche solo degli avvertimenti affettuosi, come affrontava zone del repertorio che gli erano precluse dalla natura e dall'arte.

Da qui alle adunate oceaniche nei continenti, cantando egli con amplificazione, alle manifestazioni miste con artisti leggeri, magari più musicali di lui, alle canzoni napoletane detestabilmente eseguite, al suo abbigliamento carnevalesco, ai prodigi di cattivo gusto, è stato tutto un descensus Averni: ogni passo ti tira il successivo. E pensare che aveva cantato col maestro Karajan.

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  • nickname Commento numero 1 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    LA RISPOSTA E' DA PROFANI, NON HO CULTURA MUSICALE TECNICA, SO SOLO CHE HA SAPUTO AVVICINARE ALLA LIRICA I PROFANI.E' ODIOSO L'ARTICOLO DI ISOTTA Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Non sono in grado di giudicare tenori, soprani o maestri della bacchetta. Non sono in grado di cogliere le sottili differenze che esistono tra un analfabeta e un istruito delle sette note. Non sono in grado di esprimere un giudizio su quanto hai postato.Sono però in grado di cogliere quei momenti di alta, planetaria e globalizzante vena artistica che ha fatto conoscere al mondo un cantante d'opera che spaziava su brani leggeri, pop e rock. Per il bene dell'umanità, dei bambini. La critica? lasciamola ai redattori dei giornali, ai miei colleghi che si occupano quotidfianamwente di queste cose. Alle pagine della cultura e spettacoli, per intenderci.  Ciao. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Critica fuori luogo e inutilmente acida; e' molto probabile che Isotta scrivesse da tempo queste cose sul Corriere ma solo in questa circostanza ha avuto la visione mediatica piu' ampia. Da questo deduco che Isotta abbia volutamente "colto la palla al balzo" per suo personale appagamento. Usare parole come "analfabeta" e insinuare che fosse pure ritardato nell'apprendere appare come una sciocca forzatura portata avanti da chi, per certo, non avra' mai un posto nella storia. Per fortuna di tutti da qui a poco di Isotta non si ricordera' nessuno mentre dell'artista scomparso si. Isotta continuera' a rodersi con acredine (che sia invidia?) ben conscio che con tutto il suo sapere non sa creare.  La nullita' e l'aridita' di certe menti e' sorprendente.  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    ...Inoltre forse nessuno, dall'esterno, può capire quanto fosse professionale. Nel '92 facemmo alla Scala il Don Carlos, ruolo che non aveva mai affrontato. Era talmente preso dal personaggio che partecipò alle prove per un mese intero, seguendo tutte le prove dell'orchestra. E oggi dell'opera esiste un disco dal vivo che testimonia come sapesse piegare la voce anche al fraseggio più raffinato e complesso.[Riccardo Muti - Repubblica 7/9/07] 'a Isotta...  ripassati la lezione! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 5 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Nel pieno rispetto - e nell'ammirazione - della capacità di Luciano Pavarotti di sapersi formare da sé pur essendo, secondo le asserzioni,  musicalmente analfabeta , e soprattutto di saper creare un personaggio che ha conquistato il mondo, come confermano i tributi da ogni dove del pianeta, mi chiedo come mai si attenda sempre il decesso di una persona nota per scoccare gli strali velenosi accantonati nel corso degli anni nella faretra. La risposta è semplice: perchè fa comodo sentirsi orgogliosmente italiani quando il mondo apprezza la nostra immagine e osanna i rappresentanti  delle stratosfere che con l'uomo della strada non hanno nulla da spartire. Allora si, che gli italiani dimenticano le maledizioni scagliate contro Garibaldi,  si sentono forti e solidali. un popolo.  La "bella figura" è ciò che contaChe Luciano Pavarotti sia stato attivo in campo umanitario è un merito che deve essergli ascritto e riconosciuto. Se sia stato grande per le sue qualità artistiche o per altro lo deciderà il tempo. Che abbia avuto problemi con il fisco, come non ha omesso di sottacere ieri il TG 1 delle 20, non credo che sconvolga poi più di tanto gli animi del popolo: vivo a Roma da 2 anni (arrivata dopo un soggiorno estero di 20!) e ancora non ho trovato un negoziante o artigiano che mi rilascino regolare scontrino di cassa). Non si creda che poche decine di Euro siano diversa da alcune centinaia di migliaia!Non si fa un processo a un defunto e davanti alla morte, ultima istanza terrena, siamo davvero tutti uguali!Concludo con un "addio" a Pavarotti. a qualcuno mancherà sinceramente.Maria Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 6 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Concordo appieno con Isotta perchè è la nuda e cruda verità, e lo stesso Pavarotti ne era consapevole!!!Non si tratta di aridità e nullità ma di comprendere che la qualità artistica dell'opera lirica non può essere banalizzata dalle trovate di marketing come i concerti dei tre tenori....o i duetti con zucchero perchè chi li ascolta nulla potrà comprendere dell'arte operistica e nulla capirà. Tutto qua, non si può trasformare un'opera d'arte complessa e completa come un'opera musicale in un prodotto marketing tutto qua e ben fa Isotta che ama l'opera e la musica a denunciarlo...perchè l'opera d'arte non è prodotto di massa per analfabeti ma prodotto di pregio che merita attenzione, rispetto e sforzo di comprensione pieno.... Infine Pavarotti non è stato un'artista creativo ma solamente un interprete peraltro un po' troppo pucciniano, ed un po' troppo prima donna.Capisco che per chi non è avezzo all'ascolto dell'opera il discorso di Isotta suoni duro e pieno di acredine quando in realtà dice quello che è vero.Era il limite di un tenore dalla bella voce che si merita questa critica perchè legittima e che forse invece non si meritava di sentir "cantare" Bocelli al suo funerale... :-)  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 7 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Vergogna vergogna. Isotta uomo vile!RIngraziamo Pavarotti che ci ha dato lustro nel mondo. Voce meravigliosa. Il suo Ingemisco del Requiem di Verdi è inarrivabile.Solo un uomo vile come Isotta poteva scrivere un fondo così il giorno della morte del grande Luciano Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 8 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Da operatore della promozione del turismo italiano, devo esprimere la commossa graditudine personale all'enorme contributo dato da Pavarotti all'immagine migliore dell'italianità, sotto il profilo non solo musicale ma soprattutto di qualita' umana. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 9 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Zippolo....mi citi Muti...mamma mia....che tristezza altro divo con scarsi meriti...praticamente ovunque l'hanno cacciato con grande sollievo. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 10 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Sto con Demetrio. Dov'è il problema? Tutti lo ricordano e Isotta anche. Ognuno dalla sua prospettiva, con le proprie conoscenze e con tutto il diritto di opinare la propria opinabile opinione.Sono certo che queste cose Isotta e probabilm mica solo lui, le scrivesse da anni. Semplicemente perché è il suo mestiere.Ah, quando morirò voialtri potrete dire tutti che come blogger ero una pena. Ma solo il mio insegnante di cucito potrà dire che con ago&filo ero una merda. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 11 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    E' eticamente corretto da parte di un critico musicale (come Isotta, fra l'altro), riportare nell'alveo della verità apprezzamenti sperticati spesso dettati dalle mode, dalla scarsa competenza, dall'emozione. E' vero tutto quanto da lui osservato, e da sempre noto ai "detrattori" di Pavarotti e/o ai "dominguiani". Sono d'accordo sul fatto che, magari, non è il momento più indicato per certe esternazioni. In fondo, con Pavarotti se ne va via parte della nostra storia di melomani, dei nostri ascolti, delle nostre discussioni. E non è vero che il suo canto non ci abbia mai, nemmeno una volta, emozionato. Sono sinceramente commossa per la sua scomparsa.   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 12 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Le critiche sono sempre lecite, ma nel momento della morte andrebbero poste con un po' di tatto e di eleganza... L'articolo di Paolo Isotta è di una meschinità sconcertante. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 13 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    L'articolo di Isotta non è un atto di onestà intelletuale ma di puro sciacallaggio.Anche se le cose le penserà veramente ne ha approfittato per farne uno spot pubblicitario!Che vergogna! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 14 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    È mai possibile che, nel momento di mostrare umiltà, l'opinione pubblica perda costantemente un'occasione e reagisca come un cane rabbioso? C'è che si lancia in dichiarazioni azzardate del tipo "io non capisco niente di musica ma, oh, quanto ho amato Pavarotti!". Per la serie: toglietemi tutto ma non il mio Paperotti. C'è chi si lascia andare all'insulto sguaiato: "vile", "osceno" (Zeffirelli), "vergognoso", e chi più ne ha più ne metta. Per la serie: di' pure la verità da solo, che noi ti aggrediamo in compagnia. C'è chi ricorre al principio d'autorità, e cita i giudizi del maestro Riccardo Muti. Autorevoli. Peccato, però, che siano del tutto inconferenti all'oggetto delle critiche. Per la serie: indica pure la luna, che noi preferiamo guardare il dito. C'è chi si appella alla pietas per i defunti, come se la morte sanasse le magagne della vita, un paradosso alla cui stregua (teoricamente, però: è necessario il beneplacito della pubblica opinione!) anche un capomafia in mortem può diventare un benefattore. Per la serie: il morto ha sempre ragione. E sarebbe davvero grottesco, se non fosse che siamo abituati a ben altro, vedere un Tg nazionale che affida la "difesa" di Pavarotti a un incompetente non solo musicale ma pure cinematografico come il "maestro" Zeffirelli. Il quale, naturalmente, non ha altro da fare che aggredire personalmente il critico e di aver "urlato" (immagine quanto mai emblematica) tutta la giornata, senza punto ribattere alle accuse. Ma ci saranno poi delle "accuse" a cui ribattere? Nulla è rimproverabile al dottor Isotta se non di aver detto la propria!!! Da solo contro un branco di cani arrabbiati. E questo è il risultato. Chi è il vile e chi l'uomo vero? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 15 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    "Nihil de mortuis nisi bene" mi sembra un detto superstizioso, dettato da un oscuro timore che l'anima del morto possa vendicarsi dall'oltretomba di chi ne ha parlato male. Io non voglio essere né superstizioso né ipocrita. Come cristiano, spero con sincerità che Pavarotti si sia salvato, e stasera, se ne trovo il tempo, pregherò per la sua povera anima. Ma come appassionato di musica, concordo totalmente con il giudizio di Paolo Isotta, e anzi sarei stato ancora più pesante. Lungi dall'essere vile - come offensivamente lo definisce Consuelo in un altro commento odierno, senza peraltro trovare il coraggio di scrivere il proprio cognome - Isotta è invece, come sempre, coraggioso e anticonformista. Luciano Pavarotti ha avuto - fino a 20 anni fa... - una grande voce,  ma la sua sensibilità artistica non è mai stata superiore a quella di Claudio Villa. Insomma, un detestabile tenore da osteria.  Per i frequentatori di osterie è senz'altro una  perdita, posso capirlo.Chi desidera inviarmi insulti - immagino anonimi - può scrivere a massciani@libero.it Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 16 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Concordo con Andrea e Massimo, e sono convinto che molti degli ammiratori mediatici non abbiano mai sentito un'opera intera, non sappiano che Pavarotti era un ottimo tenore di grazia ma che fare i ruoli mozartiani che gli si addicevano non gli faceva guadagnare ma anzi costava sforzo e fatica...meglio sparare do di petto qua e là e soprattutto non essere mai interprete d'opera ma solo grancassa e voce, peccato!Per darvi un esempio guardatevi il rigoletto da lui interpretato e confrontatelo con Placido Domingo, vedrete in quest'ultimo grazia , spirito ed anima...non solo voce....Peccato, curandosi meglio il fisico e non cedendo alla volgarità della ricchezza e sforzandosi di essere artista d'opera che non significa solo cantar bene sarebbe stato un grande assoluto del novecento invece altri sono stati più grandi e francamente continuo a preferire l'eleganza e l'umiltà di Bruson se devo scegliere un cantante d'opera contemporaneo ed italiano che sia d'esempio....  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 17 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Paolo Isotta può pensare ciò che vuole, è un suo sacrosanto diritto, e anzi, in parte condivido ciò che ha scritto. Aggiungo però una mia considerazione personale: Pavarotti non è stato un compositore, è stato un interprete, non ha scritto canzoni sue. Era un fenomeno, una bellissima voce, ma non ha contribuito con proprie idee nella stesura di spartiti. Tanti cantanti non sono autori di canzoni, fin qui non 'è nulla di strano. Ma faccio questo ragionamento solo per onfutare che Big Luciano era lodato più per il suo talento "fisico" che per il suo sforzo intellettuale, musicalmente parlando. E allora dove sta, secondo me, il grande pregio di un artista come Pavarotti? Appunto, nell'aver voluto far conoscere la Lirica anche al popolo e anche ai giovani. Proprio per questa decisione, ampiamente criticata dai soliti tradizionalisti, si è guadagnato l'appellativo di "rinnovatore" di un genere stagnante. Ha portato la Lirica fuori dai polverosi teatri, venendo incontro e ridandola alla gente. E questo non è poco, non è poco per chi segue questo genere musicale e non vuole vederlo morire. Proprio gli amanti della Lirica dovrebbero avere più riconoscenza per questo personaggio, controverso, ma che ha lasciato il segno in positivo. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 18 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Se i grandi maestri si sono piegati a lui e quindi hanno tradito gli schemi musicali obbligati, questo già parla da solo. Il fatto che non avesse nozioni musicali o di solfeggio, non può penalizzare un Grande. Forse meglio uno che senza nozioni musicali è riuscito a rappresentare l'Italia in tutto il mondo, che non uno che pur avendole, non ci è mai riuscito! Sebastiano.  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 19 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Leggete i grandi della critica italiana, fra altri, Celletti, Giudici e Mila. Mai vedrete stupidagine del genere.    Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 20 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Penso che persone come demetrio andrea e massimo si possano definire quel che è il cancro della società odierna...uomini senza dignità, presuntuosi, probabilmente frustrai, pronti a criticare in modo maligno, accanito e tra l'altro incompentente, un personaggio che, oltre ad aver dato gloria al nostro paese, cosa che in questi ultimi tempi succede molto raramente, è arrivato dove è arrivato facendosi strada assolutamente da solo e partendo da una normale famiglia di grandi lavoratori.Guardatevi allo specchio la mattina quando uscite di casa e chiedetevi se avete i requisiti artistici, culturali e morali  per poter criticare un personaggio come Luciano PAVAROTTI.Io penso che esprimere la propria opinione sia cosa giusta ,lecita e di primo diritto, ma penso invece che diprezzare (nel  vero senso della parola es. è un cantante da osteria,Paperotti, uomo sfondato dalla sua ricchezza ect.) dalla propria bassezza un patrimonio italiano come è ed è stato PAVAROTTI (e questo non sono io ad affermarlo ma tutti i più famosi giornali italiani ed esteri, il presidente della repubblica ect.) sia un gesto che solamente gli invidiosi e gli ignoranti, senza un minimo di sensibilità e di cuore hanno il coraggio di fare.Penso inoltre che il personaggio  isotta non sappia neanche distinguere il verbo criticare dal verbo sbeffeggiare se è arrivato al livello di associare il termine " analfabeta musicale" a Pavarotti. Oppure, più semplicemente, è un pover uomo che è voluto uscirsene in un momento in cui tutti l'avrebbero ascoltato, ma non ha calcolato che mettersi contro pilastri dell'arte come Zeffirelli ect. non gli porterà sicuramente del bene...povero isotta...fa quasi pena.Per me, e sottolineo per me,Pavarotti è stato il più grande tenore di tutti i tempi;io sono un musicista di professione e appasionato di opera, anche dato che sono costretto a suonarla per lavoro, e ascoltando le opere incise da Pavarotti (al contrario di chi è convinto come demetrio che sia popolare solamente per le sue canzonette napoletane)come per es.Otello, Tosca, Rigoletto, turandot, bohème, madama butterfly ect,trovo che oltre ad avere una timbro  un' stensione ed una faciltà inegualgiabili, riesca a trasmettere sensazioni veramente indescrivibili grazie anche alla sua infinita gamma di colori.Questa è solamente la mia opinione per quanto riguarda la mia considerazione nei confronti di Pavarotti e chiunque è libero di controbattermela,ma ignorante e ineducato chi osa disprezzare un personaggio di un certo calibro nei giorni della sua scomparsa.Chiudo dicendo che sicuramente anche Pavarotti avrà sbagliato e commesso errori durante la sua vita (vedi l'evasione, il divorzio ect.) ma anch'egli era un comune mortale...e chi di noi non ha mai sbagliato o commesso errori nella propria vita...?? Si pensi piuttosto a tutti i fondi che è riuscito a raccogliere per la Bosnia e a tutte le opere di bene che ha fatto..non sono da poco..Cari ragazzi,incominciate ad imparare da questi gesti piuttosto che andare il sabato sera in discoteca ad osannare in coro "il duce" ... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 21 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Stefano che parolone e che gran fanfara....saremmo noi il cancro della società odierna, caspita!Saremmo senza dignità, presuntuosi etc etc ma dai.... forse non hai letto un tubo di quello che diciamo ti chiarisco le idee.Il sottoscritto è appassionato d'opera quanto te, ed ammira il giovane Pavarotti ma ne conosce i limiti nella tecnica e nell'interpretazione, limiti che con l'età si sono accentuati e che lo stesso Big Luciano conosceva.... è stata una grande voce e nessuno lo mette in dubbio ma là ci fermiamo perchè non c'è altro purtroppo. Su quella voce bisognava costruire di più con sforzo e fatica come ha fatto Placido Domingo che è arrivato anche la direzione d'orchestra. Quindi caro Stefano il sottoscritto non conosce Pavarotti per le sue canzoni napoletane peraltro ben interpretate, ma lo conosce per le sue interpretazione d'opera....  Infine, c'è libertà d'opinione e non capisco il senso delle tue offese perchè la pensiamo in modo diverso come è normale e giusto....se poi ti senti in dovere di offenderci perchè sei dalla parte della massa di giornali e tv, bè che dirti l'altro ieri il TG2 ha citato i nove do di petto della Tosca oppure l'altr'anno alla prima della Scala il TG1 ha esaltato l'interpretazione di Alagna per non parlare del definire Bocelli un tenore.... sai che penso al riguardo che il cicalare della massa e delle comari rincoglionisce.....Dal punto di vista tecnico bè toppi alla grande perchè la coloritura della voce di Pavarotti non è affatto un gran che come peraltro la sua estensione, tanto è vero che è un tenore di grazia no?? Infatti, se ascolti la sua arcifamosa Boheme noti questo facilmente come noti anche la sua scarsa capacità di legarsi dentro la scena con gli altri interpreti purtroppo aveva in vizio di essere primadonna a tutti i costi. Certo nessuno mette in dubbio che le sue interpretazioni in opere verdiane siano state di altissimo livello ma non al punto di elevarlo a divo assoluto ed intoccabile/incriticabile dell'opera mondiale infatti la critica degli appassionati d'opera ha il suo riferimento in Placido Domingo e per gli italiani viventi ripeto Bruson che per sua fortuna ha classe e discrezione per rispettare la sua arte.... Infine, due riflessioni che c'entra con i nostri discorsi la tua chiusura d'intervento.....??? Penso nulla...no?e poi tu dici "mettersi contro pilastri dell'arte come Zeffirelli ect. non gli porterà sicuramente del bene." bè non è un po' da uomini meschini chinar il capo davanti al potente...poi Zeffirelli un pilastro dell'arte fa venire i brividi....Comunque dato che sei appassionato d'opera sono disponibile ad un confronto tecnico e musicologo sull'argomento vediamo le tue interpretazioni e opere preferiti fra le tante di Pavarotti e vediamo le tue analisi è sicuramente un discutere bello e che può arricchirci, tuttavia la nostra critica non è al Pavarotti artista lirico ma all'eccesso della suo apparire e della sua presunzione....che un bel po' diverso...  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 22 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Rispondo al pittoresco intervento di Stefano. Non ricordo di essermi mai associato a nessun coro per osannare il Duce: che strano, mi sembrava di aver sempre votato a sinistra. E tengo anche a dichiarare di non aver mai messo piede in una discoteca. Ho invece sempre detestato Luciano Pavarotti, questo sì, proprio come lo detesta Paolo Isotta, anzi molto di più. Snobismo intellettuale? ebbene sì. Ma ci sono soprattutto ragioni musicali.  Mi spiego. L'equivoco in cui cadono moltissimi (anche chi lavora nel settore, se si deve prestar fede alle dichiarazioni di Stefano) consiste nel credere che per essere dei grandi cantanti basti avere una voce molto potente. "Tanta voce = grande cantante". Non sarà un valutazione un po' superficiale? Basta forse essere un culturista, o un lottatore di wrestling, ed esibire un corpo scultoreo e gonfio di muscoli per essere un grande attore e sentirsi autorizzato a recitare Shakespeare? Basta forse essere una donna avvenente, prosperosa e con un seno gigantesco per essere una grande attrice e recitare Eschilo, o anche solo essere la protagonista di un film di Woody Allen?  Purtroppo la situazione è leggermente più complessa... A Stefano, che vanta i fondi raccolti per la Bosnia da Pavarotti, lancio una sfida. Benché io sia un "cancro della società", e pur dispondendo di fondi un milione di volte inferiori a quelli del rimpianto, insostituibile tenore, mi succede di aver adottato a distanza alcuni bambini bosniaci orfani di padre. Ma ce ne sono molti altri - non orfani ma poverissimi, e costretti tuttora a vivere in baracche a causa della pulizia etnica - che sarebbero felicissimi di essere adotatti a distanza da Stefano o da qualsiasi persona di buona volontà. Una delle associazioni che curano queste adozioni è la MIR I DOBRO (=Pace e bene, in croato), con sede a Viggiù (VA), sito Internet www.miridobro.it   Trattandosi di una O.n.l.u.s., fra l'altro, i versamenti si possono detrarre dal 730. Per maggiori informazioni, e per ulteriori scambi di insulti su Pavarotti e su Giacomo Puccini (che personalmente odio e aborro ancora più di Pavarotti), potete sempre scrivere a massciani@libero.it       Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 23 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Al dott. Paolo Isotta Sono un insegnante di lettere ed amo la musica lirica (e non solo). Le scrivo in merito al suo commento su Pavarotti apparso sui mass-media (io l’ho letto su Internet). Si tratta di un commento becero e cinico , sicuramente molto inopportuno date anche le circostanze, totalmente alieno da un minimo di senso civico nonché segnato da un’evidente presunzione. Lei ha parlato di “descensus Averni” a proposito della carriera del tenore modenese. Non so se Pavarotti avesse intrapreso questa catabasi verso gli Inferi pagani, certo è che lei , signor Isotta, sul fondo dell’Averno è già arrivato trovandovi un’idonea collocazione. Si vergogni! Pierantonio Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 24 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    è sempre la solita storia, i parrucconi pretendono che il loro ambiente rimanga d'elite, fatto per i soliti quattro gatti fannulloni che si reputano intellighenzia e che passano il tempo a giudicare senza aver mai fatto un tubo nella loro vita. Pavarotti, analfabeta o meno, è stato protagonista, questi parrucconi lo sono solo nel loro ego smisurato, passano una vita inutile illudendosi di essere in grado di dare giudizi su chi vive la vita da protagonista. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 25 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    non amavo "tecnicamente" Pavarotti a cui preferivo Domingo e Carreras, ma come non riconoscere i meriti oggettivi di avere sdoganato la lirica alla grande massa ? e poi un po' di buon gusto ! Isotta poteva mantenere le sue legittime convinzioni ed esprimere un po' di rammarico almeno il giorno della morte considerando che Pavarotti ha "dato da mangiare" a molti, critici compresi. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 26 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Non capisco nulla di lirica, ma che ha scritto quel commento piccato non capisce nulla di ITALIANO. Ci sono un paio di errori.... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 27 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Premetto che l'ultima frase da me scritta su i giovani del sabato sera non si riferiva assolutamente nè a demeterio nè a massimo...ma solamente a quella massa di giovani caproni che ad imparare dai gesti di pavarotti non farebbe sicuramente male.Vedo anche con soddisfazione che nei commenti seguenti al mio non ci sono più insulti ( e non mi venite a dire che non v'erano perchè sono scritti poco sopra al mio commento di ieri sera) ma ci sono invece opinioni e commenti personali;quello che proprio non mi va giù e leggere insulti e prese in giro a Pavarotti nei giorni della sua morte, credo che veramente possano partire solamente da quelli che si possono definire cancro sociale.Per discutere ,caro massimo e caro demetrio, sono onorato e pronto a dibattere tecnicamente su pavarotti,Puccini,opere, film , con grande piacere, ma sempre nei limiti del rispetto, perchè stiamo parlando di cose  e persone che meritano del rispetto già solamente per il fatto che noi non saremmo mai in grado nè di comporre opere o film, nè di sparare un do di petto davanti a 250000 persone.Sono anche d'accordo con massimo che per essere un grande cantante non basta cantare forte..infatti ti invito ad ascoltare le arie verdiane dell'otello incise da pavarotti dal vivo con la chicago symphony, e rileggere il mio commento scritto sopra in cui esalto pavarotti per la sua vasta gamma di colori.Passo pomeriggi liberi interi a confrontare esecuzioni ed incisioni di pavarotti con quelle di domingo tanto per fare un nome, e continuo a preferire  quelle di Pavarotti, proprio per le sue emotive interpretazioni.Che canti più forte (quando c'è bisogno di cantare più forte)è un dato di fatto, ma questo è solamente un altro punto a suo favore se si deve fare un confronto.Certo che negli anni ha perso di bravura voce ect. ma vi pare che se maradona andasse in campo oggi in una qualsiasi squadra di serie a, sarebbe ancora capocannoniere e pallone d'oro..?stiam parlando di umani, non di extraterrestri,infatti pavarotti si limitava ultimamente a cantare quasi e solamente per "passione" in brevi comparse televisive (es.torino 2006) nei suoi Pavarotti and friend's nel teatro della sua città ect; se voglio dare un commento tecnico a Pavarotti certo mi riferisco al Pavarotti degli anni '70 '80 fino ad arrivare al '94 '95.  Non capisco inoltre come si possa disprezzare un regista come Zeffirelli...bhò...forse è più un non capire i suoi film, e inoltre odiare e aborrare un compositore come Puccini..mah..   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 28 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    A' Silvia... sei riuscita a sbagliare TU in una frase di due parole messe in croce..si dice CHI ha scritto,non CHE ha scritto..figuriamoci avessi scritto tu un poema del genere...che cimitero d'errori sarebbe stato..!!!MA STATTè ZITTA Và!!! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 29 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Io sono un musicista di professione, ma non mi intendo di Musica Classica, di Opera o Lirica. Per esperienza pero' credo che ogni settore musicale abbia delle sue regole e degli stilemi che ne preservano l'autenticita' o costituiscono la base per una evoluzione dello stile stesso. Di conseguenza chi conosce tali sottili sfumature, siano essi "l'elite fannullona" o gli appassionati attenti e autentici o i critici colti, credo vada riconosciuto loro l'essere giunti a riflessioni specifiche attraverso un percorso di anni, un affinamento della sensibilita' grazie all'ascolto accurato e una voglia di emozionarsi e di capire a fondo quel genere musicale (che in questo caso e' per forza di cose "d'elite", e se cosi non fosse stato forse non sarebbe mai esistito).Faccio alcuni brevi esempi: la musica Jazz e' nata dai neri americani, dalla loro schiavitu', dal getto, dall'emarginazione, come necessita' innanzitutto "fisica" di liberarsi ed esprimersi e per questo i suo protagonisti hanno sempre vissuto in ambienti che trasudano eccessi. E i piu' grandi di loro sono morti per gli eccessi stessi. Se non si sa questo, se non se ne comprendono le dinamiche magari toccandole con mano, se non si fa parte un po di quel mondo credo si possa "apprezzare" il Jazz, ma non discernerlo a fondo ne tantomeno criticarlo. Lo stesso vale per il Rock che e' storicamente dominio degli inglesi, di una fascia di eta compresa tra i 15 e i 25 anni, che si sono abbandonati all'alcool o alla droga traducendo in musica e in stile di vita l'esigenza di rompre gli schemi di una societa' fortemente gerarchizzata e controllata. Se non si e' inglesi, se non si e' vissuto quel malessere o quelle tendenze non si potra' mai capire la verita' e le sfumature del Rock come arte. E via dicendo per ogni genere musicale che abbia appunto delle sue regole e delle persone che le seguono (gli artisti e gli ascoltatori).E credo questo valga altrettanto per la musica Lirica, privata possibilmente del trambusto televisivo e del contorno storico-sociale nel quale vive o sopravvive oggi.Perche' quindi noi semplici "appassionati" di questa Lirica, noi seppur sensibili.. pur sempre profani della disciplina in se, noi dagli orecchi NON affinati da anni di ascolti e ricerche, perche' dico non lasciamo ai veri fruitori, ai cosiddetti MELOMANI, e a tutti coloro che forse hanno permesso al Canto con la C maiuscola di crearsi e di evolversi nei suoi salotti e nei suoi teatri, perche' non concediamo appunto a costoro la naturale possibilita' di esprimarsi con cognizione di causa circa la materia stessa?A tutto il resto del mondo, a noi insomma, rimane pur sempre il gusto dell'ascolto emotivo (e non critico) di una bella voce, che tra l'altro nessuno dei soprannominati "Parrucconi" ha mai negato, compreso il Critico Isotta stesso.Concludo quindi invitandoCI a:PREGARE per l'uomo scomparso (specie se e' vero che siamo cosi' patriotticamente, umanisticamente, tutti cristiano/italiani).RICORDARE il personaggio di successo mondiale che per spiccata, forte personalita' ha saputo catalizzare l'attenzione, il denaro e le masse, traducendo il tutto anche in beneficenza. Non tutti riescono in tali imprese nella vita, e criticabile o no, e' pur sempre un risultato planetario.  GODERE del dono della sua voce in quanto tale, lasciando pero' alla Storia (e alla Storia della Musica) il diritto di eleggerlo un grande cantante lirico o meno.   Nel farlo, consiglio di spegnere la televisione. Provate a immaginare quest'uomo in un contesto meno mediatico, magari in ultro tempo storico dove forse non avrebbe avuto la stessa amplificata attenzione (in vita e in morte). Immaginiamolo fuori dalla cassa di risonanza televisiva, nel "silenzio" della musica che fa vuoto intorno a se. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 30 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Io non mi offendo per il commento di Stefano. Non mi tocca essere definito presuntuoso, indegno e frustrato, e men che meno cancro della società. Magari lo fossi: di questa società intendo, tutta intenta a bearsi dei propri mostri sacri e incapace di mettersi in discussione quel tanto che basta per non fare certe figure. Se quel che dice il dottor Isotta è sbagliato, non servono tante scenate: basta contrapporre i giusti argomenti con il dovuto rispetto. Se è giusto, si possono rivedere i propri giudizi. Tutto questo ha un nome: umiltà.Mi dispiace invece veder rovesciati i termini della questione: secondo Stefano saremmo noi gli invidiosi, astiosi e ignoranti pronti a prendere a male parole il genio, a disprezzarlo e a cracher sur sa tombe. Faccio notare che una simile lezione non può essere tenuta da chi ha usato le "gentili parole" di cui sopra (per le quali, ribadisco, non mi offendo) a chi non ne ha rivolta alcuna: né a lui personalmente né all'artista defunto (tutt'al più mi è scappato un "Paperotti" a mo' di caricatura delle opinioni raccolte in giro; mi spiace; ricordo comunque che questo nome ha origine in una simpatica parodia Disney). A Pavarotti poi non ho riservato alcun giudizio critico personale, e tantomeno un attacco, limitandomi a difendere una legittima opinione altrui. Per quanto ne sa finora Stefano, potrei perfino essere un ammiratore, di Pavarotti. Trovo infine piuttosto grossolano attaccarsi a presunti meriti umanitari non pertinenti al tema (tanto più mettendo le mani avanti sui demeriti fiscali...). Che io sappia, la beneficenza rifugge le trombe, mentre come vedo la pubblicità conquistata al maestro dalle sue iniziative si protrae oltre la sua esistenza terrena. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 31 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Poveri frustrati!! Non ricordo di aver sentito mai duettare il Maestro Demetrio con Renata Scotto oppure con Mirella Freni al Metropolitan nella "Bohème" nè il Maestro Massimo Ciani esibirsi con Eva Marton nel "Trovatore" e tantomeno Zio Burp cantare con Kathleen Battle ne "L'elisir d'amore". Ricordate che il fine di Pavarotti, e di tutti i grandi artisti, è quello di emozionare ed in questo il Maestro (quello vero...) ha vinto! Le frecce tricolore omaggiano il suo genio e non credo che solcheranno ugualmente il cielo alla morte dei critici dei nostri giorni... Sono inoltre tristemente sicuro che con persone come voi il sipario resterà chiuso per molto. Ciao grande Maesto. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 32 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    grande roberto..e purtroppo l'ultima tua frase non è che la nuda e cruda verità.. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 33 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Le critiche di Isotta, pur non infondate, sono forse un po' sopra le righe nel tono, nella forma, nell'inadeguatezza rispetto a un momento di cordoglio generale. Ma perché nessuno si è scagliato così contro Zeffirelli quando ha commentato con sgradevole freddezza due suoi colleghi giganteschi come Bergman e Antonioni, facendo capire che si riteneva assai superiore? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 34 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Ce dire? Una persona che non scrive un coccodrillo fa paura?Le critiche di Isotta (anche se a volte forse espresse in maniera troppo aspra) sono fondate. In sintesi: gran voce, ma la musica è fatta anche di metrica (e di silenzi!).Personalmente ho sempre trovato imbarazzante i suoi duetti leggeri proprio perché rendevano ancor apiù evidenti i suoi errori di solfeggio, che erano palesemente errori e non "fuori tempo" studiati.Certo leggere una critica così dura a quelle che indubbiamente è stato un grande tenore (e soprattutto un tenore che ha saputo riavvicinare la gente comune alla lirica, musica nata per le folle, non per gli intellettuali!) nel giorno della sua morte, fa male. Ma è la verità. E negarla è intellettuamente disonesto! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 35 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Una nota infine sulle risposte di Zeffirelli...Prima di parlare dovrebbe imparare l'abc della musica, visto che il peggiore esempio di canto gregoriano cantato con tecnica e ritmica totalmente sbagliato è contenuto in un suo famoso film, ovvero "fratello sole sorella luna". Chiunque abbia una cultura musicale "media" sa che quell'esecuzione è un abominio... ma il nostro critico dei critici non se ne rese conto... O forse scelse di piegare il tutto al suo comodo... Quando dice che Muti era geloso di Pavarotti (fosse stato Muti l'unico direttore a lamentarsi delle esecuzionio fuori tempo di Pavarotti) forse si tradisce... Tradisce la propria invidia del fatto che il dire Muti, all'estero, à molto più noto e amato del regista Zeffirelli... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 36 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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     Non capisco il senso della tirata cannavacciuolesca. Perché mai chi si rifiuta di piangere la morte di un artista da lui sempre ritenuto mediocre dovrebbe essere un frustrato? Dov'è il nesso logico? E perché mai Paolo Isotta dovrebbe vergognarsi di ciò che ha scritto, come lo invita a fare, con virulenza  e rancore, il professor Biasin?  Isotta scrive queste cose su Pavarotti da vari anni. Infondata, quindi, anche l'accusa di sciacallaggio avanzata da Laura (ma se fossi Isotta, comincerei a temere per la mia incolumità fisica, vista l'intolleranza e l'aggressività dei pavarottiani in lutto). Ho forse - e ha forse Isotta - scritto che siete un branco di conformisti o di pecoroni? che siete come gli invitati alle trasmissioni televisive che, quando compare la scritta APPLAUSI, si mettono ad applaudire come marionette? Io non l'ho scritto. Voi ed io abbiamo semplicemente gusti e punti di vista differenti. Per me Pavarotti era un cantante volgare nel senso etimologico di questo aggettivo; rappresentava - dal punto di vista della voce - l'effimera vittoria della quantità sulla qualità. Per voi, invece, era un grandissimo artista. Chissà chi di noi ha ragione.  Io comunque ho seguito l'invito del buon Fred Portelli, e per Pavarotti, pur avendolo sempre abborrito, ho pregato sul serio.  Penso infatti che, di fronte al tribunale di Dio, i funerali di stato, le Frecce Tricolori, i 100.000 partecipanti e i VIP assortiti non siano di alcun aiuto per l'anima del defunto, e anzi le nuocciano. Voi, che lo amavate tanto, avete pregato?   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 37 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Stefano ti rispondo brevemente le tue opinioni sono pari alle mie, nessuno ha ragione o torto...infatti ti faccio notare che rispetto il Pavarotti giovane...ma non è quel tenore immortale come crediamo, poi io l'opera non l'ascolto, nè mi sogno di ascoltarmi un tenore che canta arie dal vivo....io vedo ed ascolto l'Opera come te...solo a me piace Domingo ed a te Pavarotti, non vedo dove sia il problema....Considero Pavarotti, come gran parte della critica seria e dei melomani un tenore sopravvalutato che non si è accontentato dei ruoli che poteve interpretare come tenore di grazia e si è messo a fare il cantante d'arie sparando volgari do di petto.Considero Domingo un'artista, che studia il personaggio lirico e lo interpreta con le dovute sfumature, che sa riempire la scena ed emozionare, e che soprattutto sa di musica al punto da poter dirigere un'orchestra.... per me vale di più è la mia opinione e l'educazione e l'intelligenza impongono che tu la rispetti...Per Roberto Cannavacciolo che dire...uno che ragiona così si commenta da solo per i suoi evidenti limiti nel ragionamento problematico e per il qualunquismo....le sue opinioni meriterebbero il rispetto che si ha verso i sassi.... Il bello di questa discussione ? Che ha fatto scoprire a tanti pseudo culturali appassionati d'opera spantecanti per Pavarotti che in realtà consumavano un prodotto artistico come la Coca Cola, mentre noi di qua ci bevevamo il nostro Borgogna... ops scusateci che ve l'abbiamo detto.... riconosco che da il suo fastidio come quando uno crede di avere in casa un mobile antico ed invece è un semplice falso artigianale.... credetemi se evitate di ispirarvi a divi di massa ...se evitate di consumare questa cultura di massa....di cui Pavarotti ha così ben interpretato lo spirito, ci guadagnerete non poco, scoprirete quanta qualità è nascosta altrove....abbiate pazienza noi che ci accusate di essere parrucconi abbiamo solo la colpa di parlarvi....dovremmo con aristocratica puzza sotto il naso lasciarvi bere la vostra Coca Cola.....   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 38 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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     >Personalmente ho sempre trovato imbarazzante i suoi duetti >leggeri proprio perché rendevano ancora più evidenti i suoi >errori di solfeggio, che erano palesemente errori, e non "fuori >tempo" studiati.Grazie, Alberto. Spero che Paolo Isotta possa leggere questo tuo commento. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 39 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    A Gianni. Certo, ma un conto sono gli errori di battitura, un altro quelli di grammatica... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 40 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Ha, ormai lucianone è diventato un mito. Guai a criticarlo. Il bello è leggere le reazioni stizzite dei suoi fans, egualmente analfabeti. Fantastica la citazioni del Muti fatta da zippolo, 7 settembre 13:32: a zippo, quelle sono dichiarazioni post mortem, è ovvio che sono benevole (e Muti ha ugualmente un ego ipertrofico, anzi, da testimonianze di seconda mano è un'emerita t.... .. ....o) Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 41 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Isotta ha, come sempre, ragione. Va letto con attenzione. La piccioletta barca non potrebbe capirne il senso. Non sono critiche meschine, ma semplicemente opinioni che non si lasciano trasportare dall\'onda delle emozioni. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 42 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    sebbene indaffaratissima non ho potuto impedirmi di leggere alcuni dei commenti qui sopra! Bello e completamente perfettamente normale che su queste cose ci siano opinioni discordi.Io non sono una professionista della musica, ben lungi, ma ho vissuto con l'opera da quando sono nata in quanto in casa mia risuonava sempre ed i miei genitori di divertivano a duettare anche quando si viaggiava.Per la me l'opera non si fa in polverosi teatri ma è viva nel POPOLO perché cosi' è nata, era un'arte poplare come le canzonette di oggi. Quindi ben vengano i commenti che trovano Pavarotti un cantante magnific: a tanti di noi ha dato emozioni fuori dal comune, molto più importanti della perfezione della spartitura. La musica, ed in particolare questa forma che è l'opera, era fatta per essere SENTITA e non per ESSERE pensata.Questo evidentemente non toglie che mi si venga a svelare che pero' Pavarotti non teneva il ritmo, che abbassava le ottave o che altro di abbietto potesse fare. Vi ringrazio e questo mi rinquadrerà il personaggio ma non mi toglierà l'emozioen che provo nell'ascoltare le sue itnerpretazioni. E purtroppo, con tutta la sua competenza che so grande Domingo non mi fa provare la stessa cosa...ma è una questione soggettiva. Ti fa vibrare il cuore? se lo fa o non lo fa non puoi spiegarlo.Perché tutte le volte che metto il disco delle butterfly con pavarotti freni mi viene da piangere? tutte le sante volte? e che invece cio' non accade con certi altri interpreti? non lo so e non VOGLIO saperlo. E' come se mi si chiedesse perché mi sono innamorata di una tale persona.... CIo' detto, non è certo Pavarotti l'unico che può provocarmi tali sensazioni! Chi ha potuto ascoltare Beniamino Gigli deve averne ancora i brividi; ma anche di Stefano in certe parti (nella Lucia per esempio) è emozionante e che dire di Del Monaco, Tito Schipa o forse di Ferruccio Tagliavini....senza parlare del tanto osannato caruso e mario lanza che non ho avuto il piacere di sentire con le mie orecchieCerto erano altri tempi...e dove lit roviamo ora baritoni come bech, gobbi,...? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 43 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    scusate gli errori di battitura e le lettere che saltano! spero capirete ugualmente Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 44 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    prima di andar via aggiungo un piccolo commento su Zeffirelli infuriatoConsidero che Zeffirelli ha fatto il solo vero film di opera dove si vede che valeva la pena passare un'opera in film : La traviat in cui usa gli spazi musicali per tratteggiare degli spazi temporali inaccessibili al teatro!Lo apprezzo moltissimo per la sua delicatezza e sensibilitàMa non sapevo fosse un musicista né un fine intenditore di musica. Se loè, ben vengano le sue risposteMa se non lo è, non vedo cosa valgano le sue rimostranze se non  farci sapere che è un vero e leale amico di pavarotti. A suo onore, ma è tutto li'. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 45 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    ISOTTA è NOTORIAMENTE UNO SQUILIBRATO MENTALE. CHE COERENZA SI PUò PRETENDERE DA UNO CHE CONSIDERA NELLO SANTI IL PIù GRANDE DIRETTORE VIVENTE? INOLTRE SCIRVE MALISSIMA, CON UNO STILE INVOLUTO, BAROCCO, TERRONE.LO TOLLERANO SOLO PERCHé è PROTETTO DALLA MASSONERIA  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 46 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Isotta, nano malefico, gay, massone e pure cocainomane, è un pazzo. Legatelo subito Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 47 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Lo squallido Isotta ha praticamente dato della nazista alla Schwarzkopf all'indomani della scomparsa. Ora ha infangato pure Pavarotti pretestuosamente. Assomiglia uno sciacallo che si aggira sui corpi senza vita per cibarsi della carne altrui...Che schifo. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 48 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Quanti paroloni!!! Non mi sono permesso di criticare Domingo o Carreras, m'inchino al loro estro. Amo ascoltare Di stefano, Bruson e Del Monaco così come amo il mitico Pavarotti. Una cosa è certa però, e questo NESSUNO potrà negarlo, in tutta la storia della musica sono state le masse di ubriaconi di coca cola ad eleggere i trionfi e a sancire i miti, non certo voi Sommelier. Le "PIETRE MILIARI" della produzione musicale, per citare un esempiuncolo tutti i concerti di Mozart, sono state scritte e fruite per un pubblico di "caproni"... Parlate di un uomo mediatico! Non voglio fare paragoni azzardati ma gli stessi Mozart, Bach e perfino il grande Listz se avessero avuto a disposizione una scatoletta chiamata TV non sarebbero stati da meno! Durante i suoi concerti Listz chiedeva al pubblico di scrivere su dei bigliettini delle brevissime linee melodiche sulle quali lui poi improvvisava fini a far "esplodere" il teatro. Certo era una prima donna ma uno degli scopi principali, se non il primo, era quello di far $$$$ anche se come certamente sapete era già bello e ricco. Figuriamoci Bach aveva 21 figli... credo ne avesse bisogno, così come tutti i genii dell'epoca. Mi accuserete di essere banale ma io non voglio sparare a zero su nessuno, è la prima volta che scrivo su internet e mi sono trovato qui per caso cercando qualche notizia in più sulla vita del Maestro Pavarotti. Sono rimasto invece tristemente deluso nel leggere queste affermazioni, vi invito a bere con la stessa aristocratica puzza sotto al naso un cocktail di umanità e umiltà... il Borgogna vi dà alla testa. Nonostante ciò vi ringrazio, ho imparato che la prossima volta sarà meglio tornare a spulciare i cari e vecchi libri che anche se non offrono uno scambio diretto di opinioni sono almeno più eleganti nell'esprimere le proprie. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 49 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Paolo, ma tu i fatti li conosci, o il tuo unico obiettivo è quello di insultare Paolo Isotta? Vai su Google, digita ad es. "Elizabeth Schwarzkopf, nazismo" e leggi i risultati della ricerca. Scoprirai che Elisabeth Schwarzkopf era stata realmente iscritta al partito nazista: come d'altro canto lo erano stati Herbert von Karajan e tanti altri artisti tedeschi. Per anni la Schwarzkopf negò di essere mai stata iscritta al Partito, mai poi fu smascherata e dovette ammettere la verità. Questo non toglie che sia stata una cantante meravigliosa, e, a detta di chi ha avuto la fortuna di conoscerla, una donna deliziosa e umanissima. Non penso che possa aver mai approvato i  massacri degli ebrei, e certamente non lo ha mai pensato Paolo Isotta; deve essersi iscritta al partito solo per  fare carriera. Se leggi i libri di memorie del grande pianista accompagnatore inglese Gerald Moore ("The unashamed accompanist", per esempio), vedrai che Moore la cita sempre con grandissimo affetto e ammirazione. Wilhelm Furtwaengler invece, che pur aveva salvato la vita a due direttori d'orchestra ebrei (Otto Klemperer e Bruno Walter) con una coraggiosa lettera aperta a Goebbels, fu sottoposto, dopo la fine della guerra, a umilianti e ingiustissimi processi.  Elisabeth Schwarzkopf è stata molto più fortunata di lui.  Quindi, Paolo Isotta non è affatto uno "sciacallo che si aggira sui corpi senza vita etc."  Paolo Isotta è semplicemente un critico d'arte che dice la verità: difetto imperdonabile, in questo paese di conformisti.  Circa le offese - coraggiosamente anonime -  che gli vomita addosso Luciano ("nano malefico, gay, massone e pure cocainomane; pazzo"), direi che esse si ritorcono contro colui che le ha proferite, e ne rivelano tutto lo squallore morale.  Isotta è molto piccolo di statura, sì; ma con altrettanta verosimiglianza, e con altrettanto cattivo gusto, si potrebbe dire che Pavarotti era un grassone e una ridicola botte di lardo. E' questo il nostro livello? dobbiamo sempre scendere così in basso? possibile che non si possa dialogare evitando gli insulti?  Incollo qui di seguito quello che ho trovato (e che chiunque può trovare) su Internet a proposito della Schwarzkopf, tratto da un numero de La Repubblica. Sono sciacalli e avvoltoi anche i giornalisti de La Repubblica?  Buona lettura. Elisabeth Schwarzkopf cantò per la 'Deutsche Oper' per quattro anni, durante i quali diventò membro del Partito nazionalsocialista. I suoi biografi hanno poi ricostruito il rapporto tra la cantante e i nazisti: la Berlin Deutsche Oper aveva un forte legame con il ministro della Propaganda Joseph Goebbels, e fu questo a spingere probabilmente la Schwarzkopf a chiedere la tessera, che le venne assegnata nel marzo del 1940. Una circostanza da lei negata a lungo, fino a quando, nel corso di un intervista rilasciata al Times, dovette arrendersi all'evidenza: il giornalista si era documentato, aveva anche il numero della tessera. "I lived for art", si giustificò, parafrasando la celebre aria 'Vissi d'arte' della Tosca, in una lunga lettera scritta allo stesso Times, nella quale spiegava che all'epoca iscriversi al partito nazista era come iscriversi al sindacato per un'artista.   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 50 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Caro Massimo Ciani,io non ho offeso nessuno. Ho semplicemente detto la verità.Isotta è nano e anche molto superstizioso (ergo: malefico). è notoriamente gay. Massone pure e non mi pare sia un reato esserlo. La coca la tira eccome. Quanto allo squilibrio mentale, basta leggere i suoi articoli e i giudizi (chiamiamoli così) che formula. Se non è un'offesa dare della nazista alla Schwarzkopf ,non vedo perché  dovrebbe esserlo dare del nano, gay ecc.. alla Isotta Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 51 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Sempre anonimo, eh? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 52 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    E' la filosofia dei blog, dolcezza... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 53 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    con la scomparsa di pavarotti viene a mancare un grande artista. le critiche sono legittime, ma il linguaggio usato da isotta e\' di una volgarita inaudita. Isotta fa di mestiere il provocatore? lo scaricatore di porto? provincialismo nelle parole di Isotta e una buona dose di cinismo. Il rispetto per ogni uomo non deve mai mancare caro Isotta altrimenti dimostri di essere un animale. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 54 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Raglio d\'asino non va in cielo, fortunatamente. Dopo il commento autorevole del Maestro Muti, rimane solo il religioso silenzio in rispetto ad un emerito artista che ha fatto onore a tutti noi italiani. Grande Luciano, ho sempre dentro di me il tuo canto e lo porterò sempre con me. Grazie. Riposa in Pace sotto la benedizione dell\'Altissimo. Scritto il Date —

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    secondo me massimo ciani è brutto. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 56 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Ma che bel blog. Dedito pure alla censura. Avete tolto i miei interventi. Ma braviAvete capito come funzionano le cose? Si può dire che la Schwarzkopf era una nazista, che Pavarotti era un analfabeta musicale, a-ritmico e con io ipertrofico. Ma non che la Isotta sia basso di statura,  gay, o massone. Quelli ai cantati sono rilievi critici che dicono semplicemente la verità. Quelli a Isotta sono considerate offese vomitevoli. Ma siete voi, cari Massimo Cini & C., che fate vomitare per l'ipocrisia, lo snobismo cultural-chic. Esattamente come sono vomitevoli le articolesse della isotta.  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 57 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Clara, 10 settembre 2007Buongiorno. Scrivo a partire da quello che "sento", emozionalmente parlando. Non conosco la musica ma l'ascolto con il cuore e non solo, l'ascolto con il corpo. Lascio che la musica mi arrivi, mi muova, mi commuova. La morte del Maestro mi ha profondamente resa consapevole del suono dell'anima Luciano... ho percepito il grande valore affettivo, estetico ed etico di Pavarotti, il calore della sua voce per tutti noi, per il mondo intero. Mi mancherà la sua voce, il suo sguardo trasognato e trasfigurato dalla musica. Mi mancherà la sua presenza solare. Nessuno è completo al cento per cento. Ognuno è quello che è. Per questo si può dire che ognuno eccelle per qualcosa. Ognuno porta Dio in sé, ognuno può riconoscere ed esprimere questa qualità divina.  Un critico "critica",  ma come lo fa, è quello che mi colpisce. Lo fa in modo acido, lucido, serreno, è mosso dalla didattica, dalla libertà, dall'equanimità, dalla bellezza, dal potere, dal prestigio, dall'invidia, dalla gelosia? ... Lui stesso è una persona integrata? Le sue parole muovono da una mancanza o da una pienezza? E' la sua personalità (la sua maschera, il suo ruolo) che parla o la sua identità (il suo Essere) che si rivela.C'è un modo di esprimersi che nasce dal cuore e un altro che nasce dalla testa. Il cuore unisce e la testa separa. Il cuore usa la sintesi e la testa usa l'analisi. Il cuore guarda al cuore!Evidentemente "abbassare" fino o calunniare e quant'altro è quello che riesce meglio, che richiede meno sforzo! Mi rendo conto che un critico possa osservare e rendere evidenti altri aspetti che non sono sotto gli occhi di tutti. L'interpretazione non è tutto quando si apprende una metodologia, una tecnica... Nessuno è perfetto. Non era perfetto Pavarotti e non è perfetto Isotta. Ma quando arriva la resa dei conti, ecco che si esprime il nettare: l'anima lascia il suo profumo e ci percorre l'anima.  Un critico è un esteta, quindi sensibile al bello, è vero! Ma non è necessariamente etico! Non è necessariamente maturo affettivamente e spiritualmente parlando (non ha maturato la bontà!).Pavarotti era oltre la tecnica. Ella fitzgerald era oltre la tecnica. Picasso era oltre la tecnica. E poi che bello pensare che la musica è oltre la musica stessa, quella codificata dagli uomini, per gli uomini. Che bello pensare che si può essere la musica. Certo l'addestramento matura in maestria. Ma il talento è quella marcia in più, non è solo maestria. Essere la musica è una capacità di abbandono che trascende la tecnica. E' la capacità di fare il vuoto e di lasciare che la musica "accada". Questa non è solo interpretazione! E' QUALITA'! E' Servizio. Credo che Pavarotti avesse questa intuizione profonda e rispondesse nel suo cuore a questo richiamo d'amore!Senti l'amore, soprattutto! Allarga il tuo cuore! Questa l'eredità di Luciano Pavarotti. Grazie. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 58 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    QUI SI PRATICA LA CENSURAVERGOGNA  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 59 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Caro Luciano, non mi fare intervenire inutilmente. Smettila di offendere e nessuno ti toglie i commenti. Eddai, le regole base rispettiamole invece di lamentarci per presunte censure. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 60 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Allora vediamo se mi passate questa.Non serve avere particolari studi di psicanalisi alle spalle per capire che l'ego ipertrofico che Isotta attribuisce a Pavarotti riguarda invece proprio lui. Ovvio, in questo modo compensa le frustrazioni di una statura molto bassa. Ricordate la canzone di De André, Il giudice?Ecco, quel giudice-nano è Isotta. E' consentito, caro Failla, un riferimento all'ego della Isotta, o consideri una offesa pure questa? Punto secondo. Isotta non sarà analfabeta, ma non sa scrivere, mentre Pavarotti sapeva cantare. Ha ragione Carlo quando dice che ha uno stile involuto, proflisso, barocco e terrone. Anche questa è una offesa? o è lecito criticare solo il canto di Pavarotti?Quanto allo squilibrio mentale, anche qui ha ragione Carlo. Uno che considera grande direttore Santi, o un grande cantante Antoniozzi, è ovvio che poi disprezzi Pavarotti.   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 61 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    LEGGETE QUESTO ARTICOLO APPARSO SU IL FOGLIO La gente muore e si aprono le gabbie deibiografi e dei memori, va lasciato spazioal retore di professione e dovrebbe astenersichi troppo amava o troppo odiava:l’ho sperato, ma per Luciano Pavarotti nonè andata così. Lo scrive peraltro un amantedella durezza d’emissione wagneriana e diun genere di declamazione subordinato all’orchestra,altro che superstar da operaitaliana: ma leggere certe palesi sciocchezzesu Pavarotti pubblicate sul fu-primo quotidianoitaliano, con il linguaggio aulico estentoreo dell’evangelista, è qualcosa checanta vendetta. Si può perdonare OscarGiannino che su Libero ti piazza Tito Gobbie Mario Del Monaco ben al di sopra diun Pavarotti (fingiamo di essere democratici)e si può perdonare che egli abbia giudicatola celebre stecca scaligera del 1992 solocome un segno di declino, e non, anche,come la conseguenza di un diapason chequella sera oscillava di un quinto di tono:ciò che sono tecnicismi, erudizioni. Persinoapprendere che Paolo Isotta giudichi TitoSchipa “irraggiungibile” resta umanamentecompatibile: del resto Berlusconi potrebbedirlo di Mariano Apicella, quando c’è dimezzo la canzone napoletana la gente sbarella.Ma leggere Isotta che definisce Pavarotti“aritmico per natura”, nonché incolto“della durata e dei rapporti di durata dellenote”, pare follia. Che Luciano Pavarottiavesse un senso del ritmo inopinatamenteinfallibile, assieme a una memoria musicalegiocoforza prodigiosa e a un’intonazioneassoluta, è ovvietà diffusa e nondimenospiegata persino da Riccardo Muti, che diIsotta fu vate. Mirella Freni, e non solo lei,ha raccontato come l’orchestra non inseguissePavarotti per riacchiapparlo ma fosselui semmai a guidarla, dirigerla, metterselain tasca. Isotta, al più, giudica il Pavarottidegli esordi come un degno erede diBeniamino Gigli: forse per la cordialità e lagiovialità che entrambi ispiravano, senz’altro,ma il controllo e la pulizia di Pavarotti,mai gigionesco, non avevano nulla del sentimentalismozuccheroso di Gigli, della suasovrinterpretazione e veemenza. Si stannoscrivendo, qui, cose notissime. Come cheavesse timbro personale e inconfondibile, riconoscibilecome quello di una Callas. Poiva da sé che tutto sia circoscritto, e che il declinosia stato quello fisiologico della sua voce:nessuno lo nega, tantomeno l’ha mai fattolui. Gli anni passano e la voce si accorcia,ogni due o tre anni si incrina e scivola (vulgaris:stecca) ma vallo a trovare uno che asettant’anni cantasse così. Va da sé, pure,che il personaggio a un certo punto abbiaprevaricato sul cantante, che non stesse piùtanto ad approfondire i ruoli, che a una certaetà tendesse maggiormente a polarizzare sull’acuto ea scattare sull’ultima nota, frivolezzeche ora già ci mancano. Si circoscrivail vero Pavarotti entro periodi a piacere, tuttoil resto non conta, è roba da serve e da televisivi:Pavarotti aveva il dono, di più nonavrebbe potuto avere, ogni suo sguardo eracomunque verso il basso e verso di noi. Egliera sì “un analfabeta musicale” come scrittoda Isotta e parecchi altri, ma questo dicetutto semmai di un talento naturale imprescindibilee infuso, ciò che a dispetto di ognigrammatica e sintassi faceva gareggiare i direttoriper averlo, non ultimo quel difficilissimoRiccardo Muti che in questi giorni neha onestamente esaltato la serietà e laboriosità.Ho passione per altri metalli musicaliche non il belcanto, e mai avrei pensato d’intervenireper sostenere che Luciano Pavarottisia stato il più grande tenore d’ognitempo. Ma è quello che penso.Filippo Facci  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 62 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Moh Filippo Facci è un critico musicale....il suo articolo è guazzabuglio di slogan e di assiomi ...fantasie... rimaniamo sulla terra e diciamo la verità:chi ama l'opera e cioè si ascolta un'opera dall'inizio alla fine sa bene che il tenore più grande è Domingo che passa facilmente da Offenbach a Verdi, che interpreta con grazia e tecnica il Calaf della Turandot, che sa dirigere un'orchestra e sa muoversi in scena.....chi ama l'opera sa bene che Pavarotti giovane aveva una splendida opera, lo ricorda nell'Attila di Verdi come nell'Aida, quando si accontentava di essere un tenore di grazia e sperava che continuasse in un reportorio settecentesco adeguato...ma lui di fare Don Ottavio mica si accontentava... e si è buttato a fare altro con un successo popolare che non si identifica con la qualità....però sapete un tenore italiano che sa cantare riempie il Metropolitan...riempie la Scala..ma è pubblicità...media....fanfare...chi invece ama ascoltare le arie famose di Pavarotti sparate qua e là nei recital e nei concerti, spesso neanche l'ha sentita un'opera intera....infatti mica li sentite citare questo o quest'altro interprete....certo magari sa che della famosa Boheme del Metropolitan dove il popolo USA ricco e volgare ha esaltato anche l'altera e monocorde Sutherland...stesso popoletto che esalta Alagna o peggio ancora Cura... Luciano tu hai mai sentito la Sutherland? Clara....il Rigoletto di Pavarotti l'hai mai ascoltato? Luciano e Clara distinguete fra la direzione d'orchestra di Mazel, Muti o Kleiber? Ditemi siete in grado....? Avete mai sentito cantare Domingo, Bruson, Siepi?  Avete mai sentito l'Andrea Chenier interpretato da Carreras? Bè spero di si....altrimenti vi siete avventurati in un terreno, quello dell'opera, un po' troppo d'elite per vantarsi di apprezzarne il piacere solo perchè si è ascoltato Pavarotti...Pure l'indignarsi verso Isotta....non siete avezzi all'ambiente... ai loggioni, al criticare che da due secoli accompagna l'opera... mai stato a teatro...mai sentito come il pubblico prende una stecca o una defaillance...con un fischiare da stadio... perchè l'opera non è dei cantanti ma dei Verdi, dei Puccini, dei Mozart, degli Offenbach...l'opera è sacra per noi...ed il cantante che la danneggia, la vileggia, la snatura...per noi è colpevole dell'azione più grave...ed a noi melomani quella pagliacciata del cantar di Pavarotti in stadi e parchi...ha fatto male... come se uno sezionasse la Cappella Sistina per farci delle maglietta da vendere qua e là..... Per noi Isotta è un grande ed onesto critico che ben ha fatto a parlare contro la massa che tutto riduce a slogan e canzonette...che ci fa trovare il "Nessun Dorma" come inno prepartita dei mondiali... per favore ora che Big Luciano è andato in paradiso.... smettetela di parlar d'opera e lirica, tornate alle vostre cose, lasciateci nella nostra Versailles in miniatura in pace e tranquilli ci sentiremo mille volte meglio noi e voi....tanto fra un anno i vostri cd di Pavarotti saranno coperti di polvere...e magari noi ce lo sentiremo in pace senza problemi...come uno dei tanti che sono transitati per l'Opera....ma non un immortale quel titolo lasciamolo agli autori, ai grandi musicisti....  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 63 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Per Carlo:Ecco un altro articolo di Filippo Facci, degno della sua cultura musicale:Ho capito che per stare insieme non è necessario essere felici in due 3/09/2007 • 15:22 E’ da quando siamo tornati al mare che ripenso a noi, noi che nella nostra vita abbiamo costruito una cosa grossa, importante, strutturata, solida. Nove anni fa ci siamo infilati in una modalità di vita così impostata che non potremmo tornare indietro neppure se lo volessimo davvero. Ogni giorno che passa ci allontana da ogni bivio, ogni mese che passa è un ripetersi d’inesorabilità. Sì, lo so, sto solo dicendo che più vita abbiamo alle spalle e più le scelte che abbiamo fatto ci condizionano, capirai. Le nostre peraltro sono state scelte tipicamente importanti, un progetto, una famiglia tutto sommato riuscita. Ora, però, guardo il mare e non ricordo chi sono, quali precise aspirazioni io avessi dieci annifa, che mestiere volessi fare di preciso, che idea avessi dell’amore. Non ricordo più. So solamente che non sono più una persona davvero in grado di forgiarsi, sono la pedina di un percorso ormai irrevocabile. Io nove anni feci una scelta, o un errore, in fondo è lo stesso. Tutte le scelte a modo loro sono errori, strade senza ritorno. Questa scelta, questo errore, nel tempo mi ha finito: fu la fine di quel soffio vitale che un tempo mi poteva rendere capace di fare qualsiasi cosa. È un destino, il mondo corre, e se non avessi fatto le mie brave scelte, i miei bravi errori, questo mondo mi avrebbe lasciato indietro. Funziona così. So che il nostro progetto è riuscito e importante, ma non sono più neppure tanto sicuro che fosse amore. Io non sono davvero felice, ma me lo tengo per me. Guardo i nostri figli: so che non sarei più capace di darmi il coraggio necessario per mandare all’aria tutto. È la mia vita. Forse è la vita di milioni di persone. Ti guardo dormire, ora, e sento di non avere nessuna particolare decisione da prendere. Le mie passate decisioni, ormai, hanno preso me. Non ti dirò mai queste cose. Domani sarà un’altra giornata di sole. Devo ricordarmi di ricomprare la crema solare per i bambini.http://grazia.blog.it/index.php/author/filippo-facci/    Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 64 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Caro Demetrio, sei di un'ignoranza mostruosa. Da quando in qua Attila e Aida sono opere da tenore di grazia? Ascolto musica da oltre 30 anni e mi chiedo in che mondo vivi e quali siano le tue letture. Domingo un grande tenore? Vatti a leggere le recensioni di Rodolfo Celletti e di altri critici che hanno puntualmente rilevato le non poche mende della sua fonazione. Vatti ad ascoltare gli orrori della sua Traviata discografica diretta da Kleiber, con gli acuti afonoidi incisi a parte e incollati maldestramente dai tecnici del suono (conclusione della cabaletta "o mio rimorso, infamia") Pavarotti aveva una tecnica di emissione di alto livello professionistico, sapeva cantare sul fiato, immascherare i suoni correttamente (diversamente da Domingo e Carreras).Ma sapete di chi e che cosa state parlando?  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 65 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Forse noi profani della lirica dovremmo tacere, di fronte a chi la ascolta da decenni.Tuttavia l'articolo da cui siamo partiti, di tale Paolo Isotto, mi è parso un triviale concentrato di livore per l'uomo Pavarotti, più che per l'artista, un' esplosione di acredine trattenuta chissà da quanto, tipica del critico, mestiere buio e onusto di frustrazioni.A queste penne povere di spirito e ricche di bile, rispondo solo che, come italiano, mi sono sentito orgoglioso di essere stato accostato all'arte di Luciano Pavarotti, tutte le numerose volte che mi sono recato all'estero. L'arte, solo questo conta. Il resto sono avvilenti piccinerie, che restano strozzate nelle bocche maleodoranti di chi le pronuncia. Il cuore della gente , per fortuna, è altrove.Grazie,  Luciano.A presto. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 66 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Posso tranquillamente dire che il mio intervento non era strettamente "scientifico": non conosco sufficientemente la musica  e figuriamoci quella che "conta" negli ambienti che "contano". Conosco qualche interprete, non so suonare e non leggo la musica. Mio padre è appassionato di opera, da sempre, mentre io non sono mai riuscita a condividere la sua passione. Ascoltavo distrattamente riuscendo ad annoiarmi. Lui provava ad insegnarmi solfeggio ma io riuscivo solo a sbadigliare. Non ero pronta.Ammiro chi sa suonare uno strumento, chi sa leggere la musica, chi sa cantare. Ammiro chi si immerge innamorato... chi può, sa e vuole!Quando ascolto la musica cerco di  sentire cosa muove dentro di me, quali corde vibrano interiormente (pancia, cuore, testa...). E' una musica che mi integra, mi rende più ampia, mi regala bellezza, armonia...?  Mi è possibile distinguere questo, al di là delle preferenze personali. La mia esperienza personale, semplice e comune, ma anche rispettosa delle preferenze degli altri, vale in quanto tale.Ogni cosa "parla di te", della tua ricerca, della tua esperienza umana! Questo per me è estremamente interessante.Discriminare, conoscere, sperimentare... a partire da "chi sono?". Esiste una realtà diversa, oggettiva? A me non risulta.Non ho niente da insegnare a nessuno, per fortuna. Imparo a dire quello che sento e che penso quando mi lascio coinvolgere a scrivere. Onoro la verità dentro di me. Non è poco. Grazie. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 67 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Luciano, concordo con te su Kleiber e sulla sua Traviata però ti ribatto con l'iper accelerato don Giovanni di Maestro Muti, peraltro quell'esecuzione della Traviata ha una sua spiegazione musicologica e psicologica dell'opera di Verdi ed io stimo chi ha il coraggio di sperimentare e dare vita alle opere...come è il caso dell'arcinota Traviata del festival di Salisburgo 2006 dove peraltro alcune scelte di regia hanno diviso gli appassionati, ma ben venga questo discutere e dividersi...Tutti gli artisti d'opera lavorano e si impegnano, molti riescono e molti hanno talento ma porte chiuse....ma noi se li sentiamo li amiamo e li critichiamo....come con dispiacere abbiamo visto il giovane Pavarotti scivolare sempre più in basso con esecuzioni discutibili e spesso penose...mentre inseguiva successo e fama con spettacoli di massa...e sottolineo di massa perchè il termine popolare lo trovo scorretto ed impropriamente usato.... (PS per chi è interessato consiglio La ribellione della masse di O. Gasset).Quindi, Luciano non siamo così distanti nelle opinioni e nei gusti....forse magari a me Pavarotti che canta nell'Attila perfettamente mi fa senso quanto Pollini che suona il piano, ma è questione di gusti...rimane che Pavarotti è stato da giovane un grandissimo tenore di grazia ma capace per la potenza di voce di interpretare ruoli nelle opere di Verdi, seppur non dotato di una voce scura come quella che amava il maestro...  poteva cantare ottimamente un repertorio settecentesco perchè capace di salire nell'acuto senza strillare.... purtroppo la sua personalità l'ha trasformato in un fenomeno da baraccone cosa che lui ben sapeva ed infatti prima di morire ha chiesto di essere ricordato come artista e cantante d'opera... peccato con un'altra personalità avrebbe fatto raggiunto il successo con classe e discrezione...Riguardo ad Isotta, bè non ha classe nè eleganza...interpreta il ruolo del critico fiammeggiante.... ama anche lui farsi notare... anche lui è buono per il sistema dei bevitori di coca cola... :-) ed il suo comportamento è stato eticamente basso e meschino.... anche se ha detto una verità peraltro arcinota vista l'autobiografia al vetriolo pubblicato dal suo ex agente che lo ha portato al successo... Infine Pavarotti non è arte come nessun interprete lo è ma Arte è l'Opera nella sua interezza dall'inizio alla fine no?Quindi Clara e gli altri date onore alla bellezza della musica lirica e siate contenti di essere accostati all'arte di Verde e Puccini come italiani....no?  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 68 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Per una volta mi sono dedicato (con impegno degno di miglior causa) a leggere tutti i commenti - dell'inclito e del povero di spirito - alla critica di Paolo Isotta a Luciano Pavarotti. Dall profluvio delle stroncature (al cantante defunto e al critico stroncatore) per me emergono alcune cosa con assoluta evidenza. Sebbene l'evidenza sia parente strettissima dell'ovvietà, credo tuttavia che possa non essere inutile riassumerle. Magari per tentare di fare il punto (ho detto 'fare il punto', non fissare apoditticamente una lettura e una ermeneutica definitive del fatto musicale rappresentato dal tenore) sullo stato della critica a Pavarotti. Un'altra piccola premessa: in genere il termine 'critica' indica un giudizio, sostenuto da cognizioni storiche, teoriche e pratiche della materia, su un'esperienza artistica; tale giudizio dovrebbe poter essere sia favorevole che sfavorevole - e possibilmente con sfumature tra le due categorie - a seconda dei punti di vista di chi critica, resi nel modo meno soggettivo possibile, giacché all'obiettività pura è possibile appena aspirare, ma è impossibile raggiungerla. Nel caso di Pavarotti, invece, non si può parlare che delle critiche cosiddette 'negative', giacché quelle positive - nella stragrande maggioranza dei casi qui rappresentati - non passano il livello di puerile omologazione di una 'grandezza' che ne fa addirittura una gloria nazionale. E ciò, paradossalmente, proprio a partire dalla fase in cui da grande tenore leggero-lirico che è stato Pavarotti si fa parodia del 'bigger than life' tanto caro al pubblico americano che ha colpevolmente concorso a edificarne il mito. Un mito che col passare degli anni tanto più si inserisce nella storia del costume e dei fenomeni mediatici deteriori a misura che la qualità musicale, canora, vorrei dire la carica etica del cantante si affievoliscono, sino quasi a scomparire. In tutta onestà, non credo che valga la pena intavolare discussioni o contraddittorii con persone che infarciscono di banalizzazioni, luoghi comuni e acritica omologazione il loro epicedio incondizionato per un artista che - ancora più di altri suoi colleghi, data l'enormità della sua fama - ha avuto e troppo spesso disatteso degli obblighi nei confronti dell'arte in senso lato e del pubblico che quell'arte ama, quella sì incondizionatamente. Certi strenui osannatori mi fanno pensare al racconto orripilato di un mio amico direttore d'orchestra, che riferiva di aver sentito qualcuno entrare in un negozio di dischi e - con aria da intenditore - rivolgersi allo sconfortato commesso: 'Ce l'ha VINCERO' di Pavarotti?' Il punto, dicevo prima. Pavarotti è stato un grande tenore, forse il più grande nel suo ruolo, quando si esprimeva nel registro suo naturale, che, più che 'di grazia', era quello del tenore leggero. Poi, come sa chiunque sappia anche appena appena di opera e di voci, per una evoluzione naturale il suo timbro si sposta gradualmente verso il lirico leggero e, alla fine della sua carriera 'vera', ossia circa 20 anni fa, del tenore lirico. Mai la voce di Pavarotti è stata quella del tenore lirico spinto e tanto meno 'eroico' o 'di forza'. E per esempio quanto canta Puccini eccelle nel ruolo più leggero di Rodolfo, ma non in quello di Cavaradossi o, peggio ancora, malgrado il Nessun dorma', di Calaf. Scusate il tono definitivo, ma vorrei aggiungere che la voce di Pavarotti, di incomparabile bellezza nel ventennio '60-'70, non è stata mai una voce di impressionante volume. Affermarlo vuol dire averlo ascoltato soltanto su disco, dove - volendo - anche la voce di Titti il canarino potrebbe essere trasformata in una corda di basso tonitruante tipo Maarti Talvela. Quella del Nostro era una voce di volume contenuto, ma che essendo di eccellente qualità e molto ben collocata camminava molto (come si dice in gergo) dando l'impressione di una potenza che non c'era. E altrimenti voci come quelle di Jussi Bjoerling, di Mario Del Monaco o di Caruso che cos'erano? Bombe atomiche? Moltissimo altro si potrebbe aggiungere, ma mi fermo qui. Con una chiusa: a Isotta evidentemente è stato chiesto quel commento proprio perché in coincidenza con la morte del tenore e in linea con le evidenti necessità di un giornale, che perciò si chiama quotidiano. E a un critico degno di tale nome e meritevole dello stipendio che percepisce non si può chiedere di mentire in omaggio a un non meglio identificabile buonismo. Tacciarlo di non aver rispettato la regola del 'parce sepulto' è in sostanza indizio di scarsa perspicuità mentale. Lo dico così, con una perifrasi. Altrimenti avrei dovuto dire 'cretineria', ma qualcuno avrebbe pensato che uso la rete per veicolarvi insulti gratuiti. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 69 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Grazie per i chiarimenti: mi piace questo tono deciso, equilibrato, di chi si esprime solo dopo un'attenta analisi conoscitiva... mi aiuta 1) a comprendere più sfaccettature, cioè  a vedere ed apprezzare i chiaro scuri dei personaggi coinvolti all'interno di un problema ancora da esplorare 2) a uscire dalla superficialità, dal buonismo e dalla cretineria: viene stimolata (parlo per me naturalmente) una maggiore attenzione e una maggiore partecipazione ... la comprensione del fenomeno in sé (cosa rappresenta o stimola o inibisce...?). Certo ci sono poi responsabilità individuali nei fatti: vincoli, obblighi, libertà accennate, piaceri... Tutto serve a mettere in moto lo specchio della verità (che è tale perchè consensuale!) .Auguro a tutti buon proseguimento. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 70 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    X Carlo Giacobbe.Rispetto la tua evidente cultura dell'opera lirica, che a me manca. Sono uno di quelli che tu, con fastidio snobistico, accusi di acritici peana post-mortem.A parte il fatto che avrei detto lo stesso di Pavarotti anche "ante-mortem", mi sembra fin troppo ovvio il decadimento della voce di un tenore, quando questi supera la soglia dei 50 anni. Anche Pavarotti, assai umilmente, se ne rendeva conto. Il paragone tra il Pavarotti degli ultimi anni e quello degli anni 60-70 è fuori luogo.Che poi egli abbia deciso di mettere la sua faccia simpatica e carismatica, per raggranellare milioni di euro e dollari per delle buone cause, non mi pare che urti la sacralità del canto lirico.Non vedo perchè deriderlo, parlare - come fa Isotto - di canzoni napolatane detestabilmente eseguite.tutto ciò obbedisce alla visione miserabile di una realtà che non c'è più, fatta di uomini in livrea, di dame settecentesche che li accompagnano, di uomini colti che si dilettano nell'arte del "beau vivre", riservato apochi elettiIsotta parla di "detriti limacciosi" e fa paragoni con il canto del muezzin, gongolandosi per la morte di Big Luciano. Tu hai parlato di "carica etica che si affievolisce". Scusa, caro il mio melomane, vuoi chiarire? E' poco etico cantare con Bono e Zucchero?Questo è ridicolo, oltre ché offensivo.Non si tratta di fare del buonismo post-mortem, né si può pensare che quando uno muore, se ne deve parlar male sennò si è conformisti.Vedo - comunque - che certo elitismo da quattro soldi, che repelle la volgare plebaglia che ha il torto di guardare Pavarotti con i suoi friends, è assai duro a morire. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 71 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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     Sono un analfabeta della lirica . Ma non un cretino ;  la mia modesta osservazione: Nessuno qui si e' posto la domanda che  Isotta  e' stato "chiamato"  dal suo giornale , e quindi in un certo senso , obbligato ad esprimere  UN GIUDIZIO TECNICO  ? .  Cosa avrebbe dovuto fare ? esternare  giudizi  che non  pensava ? La verita' e' che viviamo tempi nei quali dire la verita' (tecnica in  questo caso) ,se non e' omogenea al pensiero comune , si viene stigmatizzati.   E' quindi a mio parere un fatto di pura tempistica ; la scomparsa di una persona richiede sempre grande rispetto,.... ma un quotidiano ha tempi improcrastinabili ed un tecnico (nel caso ,il piu' importante musicologo Italiano) e' chiamato a fare il suo mestiere , o  No?... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 72 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Isotta? Uno psico-nano. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 73 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Per Demetrio:Pavarotti  non ha mai inciso Attila e non mi risulta l'abbia cantato in teatro.   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 74 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    yo soy chilena y vivo aqui en italia, he leido el articulo del Sr. Isotta y me pregunta no sera el sr. Isotta sordo? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 75 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Per Matteo, ma non solo: mi pare proprio che sia successo quello che speravo non accadesse. Mi sono fatto trascinare in una polemica nella quale non avrei voluto trovarmi invischiato. Ma tant'è, ho voluto le carte e adesso mi tocca giocare... Butto lì alla rinfusa alcune altre considerazioni, a complemento di ciò che ho già detto ieri. Però una preghiera: se si gioca a briscola è meglio seguirne le regole e non tentare di applicare quelle della scopa. Banalmente ovvio? Mica tanto. Vediamo. Qui nessuno si è reso conto che il fastidio che prende molti di noi riguardo al fenomeno Pavarotti nulla (o molto poco) ha che vedere col defunto cantante ma riguarda chi lo ha incensato e gonfiato a dismisura, sino a farne un fenomeno da baraccone del gran circo mediatico. Mi spiego meglio: se io prendo alcune bottiglie vuote, le riempio al 'nasone' (così a Roma si chiamavano le fontanelle pubbliche) e le vendo a dieci euro l'una, posto che non sto vendendo quell'acqua come se fosse idròmele ma che nella bottiglia ho introdotto ALLA LUCE DEL SOLE semplice acqua comunale, la colpa non è mia ma dei baggiani che la comprano pagandola a caro prezzo. Dunque (da ciò l'esempio delle carte) se critico il fenomeno Pavarotti non vuol dire che io stia accusando il tenore di 'lesa operaticità' ma la massa del 'popolo bue' che nulla o quasi sapendo, nulla o quasi distinguendo, nulla o quasi potendo opporre di suo a favore o contro l'artista si lascia non dico trasportare dalla corrente ma sbatacchiare dalla risacca, senza neanche sapere la differenza (tanto per fare un esempio in tema) tra una voce bianca, un castrato, un controtenore o un tenore da coro polifonico. E non dico la teoria, ma senza essere capaci di distinguere con l'udito le differenze di suono emesse da quei diversi cantanti. Insomma, per fare un altro esempio caro al popolo di navigatori, santi e calciomani, se io peso 95 chili per un metro e 70, corro i 100 metri in 35 secondi, ho i piedi piatti e scendo in campo con un paio di anfibi al posto degli scarpini è difficile che qualcuno mi ingaggi in una squadra di calcio, fosse anche di serie Z. Ma se ciò (per assurdo) avvenisse e io ricevessi un contratto milionario da una squadra di serie A sarei io il reprobo o piuttosto i responsabili di quella squadra che si è messa in casa un brocco semiimpedito? Ebbene, a parte che Pavarotti non è stato mai l'equivalente del calciatore-paradosso da me inventato, si deva considerare il canto lirico (e il tenore specialmente fra tutte le voci) una sorta di agone sportivo, che richiede predisposizione, allenamento e resistenza adeguati. Sottolineare ciò non significa affatto avere un atteggiamento snobistico. Il riferimento al popolo bue è solo perché mi rendo conto che sempre di più si va verso l'omologazione, appunto quella della mandria, in cui soltanto si può (si deve?) scoprire incessantemente l'acqua calda, precipitandosi (ha detto qualcuno) invariabilmente in soccorso del vincitore. Altro che infierire sui poveri morti... Tanta ferocia verso gli eletti che si divertono a mortificare gli esponenti dell'aurea mediocritas piccolo borghese (le espressioni sono mie, ma il senso è quello) è poi un pericoloso indizio di ignoranza e una spia politica allarmante. Sospetto fortemente che nascosta da tale supposta sensibilità 'popolare' ci sia una specie di apolitica condiscendenza verso 'tutto ciò che fa notizia'. Vuoi vedere che alla fine si scopre che essere 'pavarottiani' (o, per converso, 'dominghiani', ma è la stessa cosa) denota un moderatismo filo-televisivo (commerciale) che fa a pugni con la cultura, con lo spendersi per capire, con lo spirito degli ulissidi che - anche se si ascolta musica - dovrebbe essere in noi? Insomma, non andrà a finire che tanto amore per il 'fenomeno mediatico' (che sia calcistico, musicale o cinematografico) scopre una (per me) fastidiosa tendenza a dare il voto a chi quelle televisioni possiede e controlla? E vuoi vedere che magari la povera Rai è comunque costretta ad andare al rimorchio dell'andazzo e del peana generale? Così, per non rischiare di essere messa in minoranza Auditel... Basta, proseguo telegrafico: asserire che Pavarotti si rendesse umilmente conto del proprio declino è grottesco, come sa chiunque lo abbia conosciuto o anche seguito a distanza. Ma se anche così fosse, ciò non farebbe che avvalorare il giudizio sul popolo bue, che pur sapendo che un artista è 'scadutro' continua a tributargli onori e (per dirla un po' volgarmente) a caricarlo di incassi. Che vuol dire avere una ''faccia simpatica e carismatica'' (???) Che categoria critica è questa? Ancora: le enormi somme 'raggranellate' attraverso l'opera e devolute per nobili e buone cause (a parte la pubblicità che Pavarotti ha sempre trovato il modo di fare sulla propria attività filantropica vera o presunta) sono notoriamente anche dei validi sistemi per alleggerire la pressione fiscale, senza dire delle ancor più enormi evasioni, poi patteggiate, ben superiori alle somme raccolte in beneficenza. La chiarezza di dizione di Pavarotti quando cantava in italiano era nota a tutti (Isotta compreso), ma altretttanto nota era la sua pessima predisposizione a parlare le lingue straniere. Per esempio l'inglese (che pure frequentava da decenni ma parlava con un accento ridicolo) o il napoletano, che pronunciava (tutti gli intenditori lo sanno) in modo goffo e, per esempio, molto peggio di Domingo o Carreras. Per non dire (per fare un altro esempio) di un altro grande tenore oggi nel pieno della carriera, il messicano Ramon Vargas, che se canta sembra un napoletano verace. La 'carica etica che si affievolisce' è quella dell'arte in termini assoluti, che secondo la corrente estetica prevalente ha sempre (o dovrebbe avere) una valenza etica oltre agli aspetti puramente gratificanti, consolatorii, virtuosistici ecc. Cantare con Zucchero o Bono (o, per quanto mi riguarda, con l'ultimo dei partecipanti alla Corrida) più che poco etico è poco sensato e, musicalmente, ridicolo. Non è una 'bella contaminazione', ma appena una scorrettezza e una furbata commerciale. Però l'etica come l'avevo intesa io c'entra poco. P.S. Mi passi Matteo il tono saccente (stavolta sì voluto), ma 'gongolandosi' proprio non avrei voluto leggerlo e neanche 'repelle' usato come forma transitiva. Il Barbone (quello dell'oppio dei popoli, del Capitale, insomma, l'amichetto di Engels) diceva sempre che l'uomo si deve riscattare attraverso la cultura, che da elitaria deve farsi di massa. Altro che pochi eletti. Si potrebbe cominciare da un uso decente dell'italiano. Già sarebbe qualcosa... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 76 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Caro Luciano Pavarotti non ha mai inciso l'Attila ma si è dilettato nei suoi recital a cantarne una famosa Aria.... effettivamente per lui era un'opera troppo sconosciuta per sforzarsi a cantarla... comunque non è certo questo particolare  così importante ai fini della nostra discussione no?Importante è sottolineare che era un grande tenore...da giovane, come quelle annate che promettono bene ma poi all'apertura della bottiglia si rivelano molto al di sotto delle aspettative....e che come interprete a tutto tondo di un'opera aveva notevoli limiti....Per questo concordo con Carlo Giacobbe quando afferma:"Qui nessuno si è reso conto che il fastidio che prende molti di noi riguardo al fenomeno Pavarotti nulla (o molto poco) ha che vedere col defunto cantante ma riguarda chi lo ha incensato e gonfiato a dismisura, sino a farne un fenomeno da baraccone del gran circo mediatico" Peraltro complimeti a Carlo Giacobbe....la sua analisi è condivisibile ed anche giustamente ironica!Sui detriti limacciosi di Isotta, bè mi sembra una bella citazione, peraltro non colta, no?Siate pazienti e rispondetemi ad una domanda, rivolta a quanti di voi lodano ed incensano Pavarotti, quando morirà Bruson... farete lo stesso???  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 77 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Caro Demetrio, mi fa piacere che tu condivida (almeno in parte) alcune cose che ho detto e che chi mi conosce mi sente ripetere da oltre 20 anni. Anch'io del resto mi sono trovato in sintonia con molte cose che hai scritto. Ciò non per farci vicendevoli complimenti, ma perché è chiaro che chi (per motivi diversi, ma la ragione non importa) sa o è TENUTO a sapere di musica e a parlarne con cognizione di causa non può ignorare certe cose. Detto questo si può anche decidere di prendere un Pavarotti a epitome della gloria nazionale e a simbolo della forma d'arte, l'opera, di cui l'Italia è per opinione condivisa il paese più rappresentativo, per troppe e troppo note ragioni che non vale la pena spiegare. Certo è sconfortante pensare che proprio in Italia le istituzioni musicali (e il prestigio che da esse dovrebbe derivare al paese, se fossero minimamente valorizzate) siano ridotte a tal punto che il Capo dello Stato si vede COSTRETTO (lui, che risulta essere un raffinato conoscitore di musica, anche operistica) a dare il massimo risalto possibile ai funerali di un ex grande tenore, ma non più di quello. Temo, del resto, che data la carica che occupa Napolitano non possa sottrarsi a certe incombenze imposte da motivi di opportunità d'immagine per il paese. Dici bene: e quando (speriamo fra 50 anni) l'Italia perderà Bruson? E (aggiungo io) la Freni? E Siepi? E Accardo? E Pollini (magari non sarai d'accordo, ma per me è un grandissimo)? E la Simionato, con la Cossotto? E quanto si parla di Benedetti Michelangeli, di Schipa, di Cantelli, Previtali? Cito totalmente a caso e si potrebbe continuare per ore... Tu hai parlato di José Ortega y Gasset. A me basterebbe che come succedaneo della televisione si leggesse La settimana enigmistica. Come vedi non chiederei troppo... Anzi, chiudo lanciando un'idea che magari qualcuno raccoglierà: un nuovo acrostico da affiancare a quello di un certo V.E.R.D.I. Propongo P.A.V.A.R.O.T.T.I. (poca arte va a rimorchio oppure tenta trucchi inaccettabili). Che ne dici? Un saluto cordiale a tutti. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 78 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    E che dire di quando (il più tardi possibile) morirà il grande Carlo Bergonzi???? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 79 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Per Giacobbe.Vedo che con la lingua ci sai fare, non v'è dubbio. E mi scuso anche per il mio "gongolandosi", in cui l'errata forma riflessiva era forse dovuta ad un eccesso di zelo verso gli "snobbetti del blogghettino".Peraltro sull'uso transitivo di "repellere" pareggio i conti, non foss'altro per il celebre brocardo "vim vi repellere licet" e per molte altre citazioni su cui non sto a tediarti e che confermano la bontà di tale utilizzo.Ma tant'è. Del resto vedo che con il latino te la cavi decisamento peggio che con Marx, cui l' area politica cui verosimilmente appartieni, guarda da sempre con estremo interesse.Altrimenti non si spiegherebbe quell' ardito utilizzo dell' "aurea mediocritas", forse da te intesa come "mediocrità",  dunque con chiara accezione negativa, mentre al contrario corrispondente alla "preziosa moderazione" di Tito Livio e dei suoi coevi, di significato opposto e certamente virtuoso.Tornando a "Big Luciano" , insisto nello stigmatizzare il vostro insopportabile snobismo, che continua imperterrito nei post, banali e monocorde. Che cosa dovrebbe dire quando morirà il tale artista x? E quello y? A parte che potrei anche convenire con voi sulle nefandezze televisive, sempre inclini a premiare taluni piuttosto che altri, dimenticate le scemenze scritte da Isotto nel suo articoletto da "Grand Hotel".Lo ripeto, il Sig. Isotto attacca in modo volgare e gratuito, infarcendo il suo scritto velenoso di aggettivi fuori posto, descrivendo un Pavarotti carnevalesco e musicalmente analfabeta che canta con artisti "leggeri". Qui lo snobismo raggiunge vertii insuperati...immagino il disgusto di Isotto nel vedere le folle di giovani ai concerti, tutto quel sudore!!...che pena infinita, Isotto, che tristezza...Quanto a te, Giacobbe, è poco sensato cantare con Bono? E' ridicolo? Pensa, anche una cialtrona come Lady Diana (ancora principessa consorte) andò a vedere il concerto di Big Luciano GRATIS con 200 mila persona ad Hyde Park...Pensa quanto sudore, Giacobbe, quanta aurea mediocritas!! O popolo bue! Certo Tito Schipa era un'altra cosa!!Siete fuori dal mondo... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 80 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Frannco Corelli e si mette tutti d'accordo :-)) Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 81 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Sono passata in libreria ed ho letto il titolo di un libro che casualmente ha attirato il mio sguardo e la mia attenzione (non ricordo neppure il nome dell'autrice - mi sembra fosse una donna) :  - " Chi ama torna sempre indietro" - .  Che c'entra adesso? qui? C'entra! C'entra! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 82 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Ciao Clara, dopo tante polemiche oziose (e che non fanno che rafforzare ognuno nelle proprie convinzioni, per campate in aria che siano) la tua email mi pare una piccola pepita nella ganga. Ovviamente mi piace immaginare che, se non l'unico, almeno uno dei destinatari possa essere io. O forse, visto il tono criptico e ambiguo che promana dalle tue parole (e l'ambiguità, si sa, è un connotato dell'arte...) in esse c'è una sottile ironia di cui non mi sono avveduto. Se è così, però, devo smettere di logorarmi i sentimenti dietro sterili diatribe, "come se avessi bevuto cicuta e fossi sprofondato nel Lete..." (J. Keats). insomma, se per caso qualcuno ha voglia di uno scambio epistolare a due può scrivermi a questa casella privata: carlo.giacobbe@gmail.com  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 83 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    In fondo ci nutriamo della vita degli altri. Inevitabilmente forse. Ma non è inevitabile "come".Nutriamo la nostra vita quando lasciamo che accada la meraviglia, la poesia!  Il varco che si apre nella nostra mente può farci recuperare il totale che siamo.L'usignolo canta la sua canzone! Libero.     Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 84 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Matteo penso che siamo così felici di essere un po' tutti noi fuori dal mondo che non potevi farci miglior complimento....Ps l'aurea mediocritas aveva un fondo evidente di ironia che però solo noi alieni....notiamo tranquillo...!!  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 85 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Aurea mediocritas.Non conosco la musica (in modo completo), è vero. Conosco il movimento umano di chi difende l'ortodossia di un sistema ... le motivazioni, le regole, le levate di scudi, l'intolleranza, la saccenza, l'onestà.E il movimento umano di chi è passato attraverso l'ortodossia e conosce, ha conosciuto, la libertà, il rispetto, la tolleranza, la verità intima di essere.Cosa vale di  più e cosa vale di meno? Non c'è un più e non c'è un meno. Sono preferenze. Ogni cammino se sentito, è sicuramente evolutivo. Quando acquisisco la capacità di apprezzare tutto e so stare nel cambiamento... sono vivo!La realtà è sempre più profonda di come appare. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 86 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Qualcuno si è chiesto perché la critica e la massa non concordano nelle loro opinioni. In  Italia, paese in cui quasi nessuno, in proporzione, conosce la musica, dove, come si è già notato, la scomparsa di Berio e quella di Petrassi sono passate quasi inosservate, Pavarotti era diventato un'icona che si identificava con la musica, ma in realtà si trattava di un uomo dotato di una voce bellissima ma quasi incapace di usarla e che poi, neglin ultimi anni, avava distrutto la sua immagine di cantante d'opera per motivi commerciali. Riposi in pace, ma onestamente in campo musicalle abbiamo avuto ed abbiamo di meglio,anche se molti lo ignorano.  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 87 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Anche se molto in ritardo commento l'articolo di Isotta su Pavarotti senza aver letto i precedenti commenti: Isotta confonde Serafin,che ha diretto Pavarotti in Rigoletto a Palermo e non Antonino Votto.Serafin lo scelse per quelle recite restandone entusiasta pur con tutte le pecche che poteva avere un giovane cantante (eravamo nel 10963!).Da un Isotta senza memoria cosa ci si può aspèettare?Avete mai letto i suoi articolo sul Corriere della sera,neppure un musicologo li capisce.Sembra siano scritti per gli extraterrestri e non per i comuni mortali appassionati di opera.E poi diciamola tutta cosa ci "azzecca"(per dirla come Di Pietro) lui con la tecnica vocale.Di musica erano digiuni tutti i maggiori cantanti da Caruso a Gigli che erano sorretti da un eccezionale orecchio e musicalità (parola che non c'entra nulla col conoscere la musica).Pavarotti aveva e come queste doti da vendere.Pensare che Isotta con quell'articolo abbia fatto un trattato sulla voce di Pavarotti mi vien da ridere quando lui nei suoi articoli le voci non le tocca minimamente perchè ne è incompetente.Gli ho scritto al Corriere ma si è ben gurdato di rispondermi.A proposito qualcuno ha invece letto l'articolo di Lorenzo Arruga sul Giornale?E' tutto il contrario di quello che afferma Isotta.Come la mettiamo?E se poi vogliamo andare fino in fondo qualcuno si legga i vari articoli su Pavarotti di Rodolfo Celletti apparsi dal 1963 in poi e di Giudici nel suo compendio Opera in CD e DVD.Forse qualcuno avrà molto da imparare. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 88 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Complimenti:gli italiani si dividono in tifosi di calcio e tifosi di qualunquismo.Paolo Isotta non ha bisogno di difensori,ma davanti ad una massa di ignoranti in senso musicale,magari estremizzando ha spiegato quali erano i limiti di Pavarotti,ma anche i pregi(ricordate una delle primissime registrazioni dell'aria "di rigori armato il seno")ebbene lagiudico insuperabile,forse piu'esaltante di quella di Di Stefano.Ma alla Scala la stecca nel finale di Lucia non era assolutamente giustificabile!!!(ho goduto a fischiarlo,come ho fischiato la Ricciarelli,ecc..)Luciano aveva dei mezzi eccezionali messi a disposizione da madre natura,non aveva una particolare musicalita'(pensate per un attimo al grande Alfredo Kraus) e molte implicazioni musicali gli erano musicalmente sconosciute.Il problema e' un altro:magari ne esistessero di Pavarotti,io non vado piu' a teatro da anni,ieri sera ho pregatoGould di suonarmi Bach,poi Toscanini e Ramon Vinay mi hanno fatto sentire il primo atto di Otello.Questa sera..... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 89 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Domanda stupida ma fondamentale: se Pavarotti non sapeva leggere la musica, come faceva a dare lezioni di solfeggio e canto ai suoi giovani allievi fino agli ultimi giorni della sua vita? Per solfeggiare bisogna sapere battere il tempo e leggere le note, ma questo al dott. Isotta sfugge... quindi non credo proprio che sia un analfabeta musicale. Che poi ci siano le stecche fa parte del gioco... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 90 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Pavarotti è stato un grande tenore...uno dei tanti grandi tenori che hanncalcato i palcoscenici del Novecento. Quanto all' articolo di Isotta, lo trovo indelicato ma fondamentalmente onesto. Quello che ha detto, sebbene forse un po' estremizzato, era indubbiamente vero. Se vogliamo rendere giustizia ai ( molti ) meriti di Pavarotti, dobbiamo innanzitutto vedrelo per quello che era, senza idealizzarlo. Non sono tuttavia concorde con la visione di Pavarotti come un emulo "minore" di Schipa, verso cui il modenese non ha nulla da invidiare ( anzi! ). Se confrontiamo invece il tenore con colleghi come Kraus, Domingo o Di Stefano, i suoi limiti vengono palesemente alla luce. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 91 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    DESIDEREREI ESPRIMERE, SENZA NULLA TOGLIERE AL GRANDE LUCIANO PAVAROTTI, IL MIO PENSIERO CIRCA LE CARATTERISTICHE DELLA SUA VOCALITA': E' STATO  CERTAMENTE UN GRANDE TENORE, MA PROBABILMENTE  NON IL PIU' GRANDE CANTANTE LIRICO DI TUTTI I TEMPI . ASCOLTANDO  DA TANTI ANNI NTERPRETI QUALI: MARIO DEL MONACO, FRANCO CORELLI, GIACOMO LAURI VOLPI, GIUSEPPE DI STEFANO, BENIAMINO GIGLI , MARIO FILIPPESCHI, FRANCESCO MERLI ,ED IL PUNTO DI RIFERIMENTO NELLA STORIA DEL MELODRAMMA ENRICO CARUSO PER NON PARLARE DI TANTI ALTRI STRAORDINARI ARTISTI, MI RIESCE OLTREMODO  DIFFICILE ACCOSTARE QUESTI GRANDI NOMI  AL TENORE MODENESE ,  I MOTIVI? SEMPLICISSIMO: , PUR POSSEDENDO L'OTTIMO LUCIANO UNA TECNICA IMPECCABILE, LE SUE INTERPRETAZIONI ,   A MIO PERSONALE PARERE ,NON CONVINCEVANO DEL TUTTO, PERSONAGGI DEL MONDO DEL MELODRAMMA , INTERPRETATI MERAVIGLIOSAMENTE  DAL GRANDE PIPPO DI STEFANO, (ANCHE SE CON QUALCHE DIFETTO D'IMPOSTAZIONE), TRASMETTEVANO STATI D'ANIMO INCOMPARABILI!  DURANTE LA VITA ARTISTICA DEL GRANDE LUCIANO, LO STESSO VOLLE CIMENTARSI IN UN REPERTORIO DA TENORE LIRICO SPINTO/DRAMMATICO, VIOLENTANDO ,SEMPRE A MIO PERSONALE PARERE, LA SUA NATURALE , ISTINTIVA NATURA  DI  PURO TENORE LIRICO . AVREBBE FATTO MEGLIO A NON cimentarsi in   QUESTI  RUOLI  PROBABILMENTE LONTANI   DALLA SUA IDENTITA' .IL SUO "CALAF ", .PER LUI CERTAMENTE AGEVOLE COME TESSITURA, PROBABILMENTE NON GLI APPARTENEVA DEL TUTTO , LO  STRAORDINARIO  PERSONAGGIO PUCCINIANO  RICHIEDE SENZA PERICOLO DI ESSERE SMENTITO, UNA COLORATURA ED UNO SPESSORE VOCALE DI NATURA DIVERSA . PRETENDERE DI SUONARE UN VIOLINO CON LA STESSA RESA  SONORA  DI UN VIOLONCELLO..... CREDO SIA UN TANTINO PRESUNTUOSO  NON CREDETE? SPERO TANTO CHE L'NSIGNE ARTISTA MODENESE  PERDONI DALL'ALDILA'  LA  SINCERA FRANCHEZZA  NON DISTRUTTIVADI UN PROFONO AMATORE DI MuSICA.  VITTORIO lIPOCELLI     Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 92 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    io vorrei sapere perchè si mischia il pavarotti che canta opera con quello del pavarotti and friends?quando canta brani pop o qualsiasi altro genere non canta opera,quindi non snatura,non tradisce,il mondo operistico!lui era tenore e principalmente cantava opere, ma non per questo lo vedo obbligato a fare solo quello!la musica è libertà,se io sono cantante e voglio cantare una canzone, la canto,che venga quel che venga,saranno i fans ed i critici a dire come l ho cantata!ma il giudizio deve fermarsi lì non deve giudicare anche la mia scelta di cantare quella canzone,perchè se è vero che siamo liberi io posso cantare e fare ciò che voglio!!ovviamente se questo non comporta la mancanza di rispetto nei confronti degli altri!! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 93 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Io non capisco niente di musica, opera ecc.ecc, ma quando sono giù moralmente mi guardo i video di Pavarotti nei vari concerti con Carreras e Domingo, oppure i Pavarotti & friends e mi danno un emozione ed una carica incredibile. Per me la sua voce e il suo modo di porsi è un toccasana.Grazie Maestro, un giorno verrò a renderti omaggio, lo meriti, sei un grande. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 94 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    DIPENDE DAI GUSTI,LUCIANO ERA UN GRANDE,PER ME IL MIGLIORE IN ITALIA,SUPERAVA SIA DEL MONACO CHE GLI ALTRI CHE HANNO CANTATO PRIMA DI LUI enon saper leggere uno spartito non è la fine del mondo se poi l\'opera esce benissimo Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 95 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    generalmente il critico è uno che nella vita avrebbe voluto fare cose diverse,non essendoci riuscito si è messo a criticare persone che invece con sacrificio sono diventati famosi,quanti critici teatrali che avevano fallito nello studio del canto.ne ho conosciuti tanti.si sono dati importanza a fare stroncature di artisti grandi per ripagarsi delle loro sconfitte e fallimenti! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 96 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Odio quando leggo cose del tipo \"se non hai la mia cultura musicale allora sei un povero ignorante e quindi e\' normale che certe raffinatezze tu non le colga, e di conseguenza tu dica che preferisci Pavarotti ad altri artisti ben più\' di valore\". Pura, odiosa aristocrazia culturale... Terribile, specialmente in un campo come quello artistico in cui, proviamo a ricordarlo, contano le emozioni che si trasmettono, non la raffinatezza del messaggio. Puoi essere l\'artista più\' evoluto, colto, tecnicamente perfetto, ma, se non mi trasmetti emozioni, con me hai fallito. Ho detto \"con me\" perché\' per fortuna siamo tutti diversi e può\' darsi che per qualcun altro il risultato sia diametralmente opposto. Pero\', con onesta\' intellettuale, occorre domandarsi se ciò\' che consideriamo al di sotto dei nostri standard non e\' per caso che lo dobbiamo snobbare per forza, per non offendere il nostro superiore livello culturale. So che Pavarotti tecnicamente e musicalmente non era il massimo, pero\' il timbro, il colore, lo squillo della sua voce a me piacciono moltissimo. Si\', mi piace ascoltarlo perché\' il suono della sua voce e\' bello. Punto. Non può\' bastare il puro e semplice piacere che ci dà una determinata cosa? Dobbiamo sempre e per forza capire se dietro c\'e\' abbastanza studio, cultura, lavoro, per accettarla come qualcosa \"degna di noi\"? Può darsi che Pavarotti non sia stata la voce più\' indicata per Calaf, ma il suo \"Nessun Dorma\", cosi\' squillante, facile, pulito, argentino e\' un inno all\'energia, e\' pura luce. Per me, beninteso. Forse pero\', a giudicare da quanto BigL sia stato apprezzato nel mondo, siamo un po\' più\' di tre o quattro a pensarla cosi\'. Ma tutto ciò\' nasce dall\'equivoco che la musica lirica sia \"alta\": niente di più\' falso, siamo noi che la consideriamo tale, ma sappiamo altrettanto bene che rappresentava l\'equivalente, al tempo, delle canzonette di oggi. E, come oggi le canzonette, non erano gli intellettuali ad ascoltarla e a giudicarla con paroloni e dissertazioni altisonanti, bensì\' il popolo, la gente comune, gli \"ignoranti\"! Se quindi oggi (complice anche, d\'accordo, un certo tam tam mediatico) un Pavarotti (ma anche un Bocelli, o un Allevi) piace al grande pubblico e a me no, sono davvero obiettivo e quel certo personaggio davvero non mi trasmette emozioni (oppure me ne trasmette addirittura di negative), o non e\' che per caso, condizionato dal mio \"snobismo intellettuale\", non mi sto ponendo nel giusto stato d\'animo per accoglierle?... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 97 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    beh che andasse fuori tempo lo sentiva anche un musicista dilettante come me...ma il timbro di lucianone! quello era il suo marchio. oltre la panza! XD Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 98 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    ho ascoltato Di Stefano, Corelli, Del Monaco (di Del Monaco possiedo 2 DVD Otello della RAI Credo 1958 e Otello Tokio 1961 , in B/N ben superiori al colore di Pavarotti - ed in CD tutte le registrazioni di Del Monaco e quelle di Pavarotti, QUALI DIFFERENZE !!! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 99 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Io ritengo che Luciano Pavarotti sia stato unico e grande perché nessun lirico con l\'impostazione vocale che riceve dopo anni di studi, riesca a dare anche alla musica leggera e pop quello che lui ha saputo dare. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 100 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    Il riferimento finale a Karajan non può essere usato contro Pavarotti, nel senso che notoriamente Karajan era un semianalfabeta della musica. I due non potevano che andare d\'accordo. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 101 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    certo, e diego armando maradona non sapeva giocare al calcio Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 102 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    non si capisce se il tuo commento sia a favore o contro Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 103 su Pavarotti non era il numero uno: &quote;analfabeta musicale, a-ritmico e con un ego ipertrofico&quote;

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    io non so cosa darei per avere quella tecnica vocale!!!!!!! sicuramente adesso avrebbe incontrato ancora più difficoltà musicali di allora ma era logico che pochi ci badassero allora bastava la voce e dono o non dono c\'erano maestri che sapevano insegnare!!!! Scritto il Date —