Blogosfere Spettacoli
Tom Cruise sarà il protagonista di Edwin A. Salt, film di spionaggio diretto da Peter Berg e realizzato per Columbia Pictures. Cruise sarà un agente della Cia sospettato di fare il doppio gioco per la Russia: come è di regola per ogni “eroe” che si rispetti, l'agente dovrà cavarsela da solo, evitare di essere catturato dai suoi stessi colleghi e provare ai suoi superiori di essere innocente. Le riprese del film dovrebbero partire nel prossimo mese di marzo, scioperi e agitazioni settoriali permettendo.
Comunque, che cosa vi avevamo detto? Hollywood si sta mobilitando per disegnare sugli schermi il profilo del Nuovo Cattivo. E pare proprio che sia russo. Le “gesta” di Vladimir Putin, ovvio, sono il motivo più plausibile di questo “nuovo corso” nel cinema a stelle e strisce. E – noi lo diciamo chiaramente – la cosa non ci dispiace proprio per niente. Non perché i russi si meritino un trattamento denigratorio, poveretti: ma è il loro “boss” – recentemente, scandalosamente celebrato con la copertina dell’Uomo dell’Anno di “Time” – a generare ansie internazionali.
E già che ci siamo, lasciateci dire che la scelta dei giornalisti di “Time” di concedere la copertina-“Oscar” a Putin, bè, non ci è sembrata fantastica. Condividiamo in pieno le riflessioni fatte dal filosofo francese Andrée Glucksmann sul “Corriere della Sera” di ieri. Per ogni giornalista che calpesta il suolo del pianeta Terra (e quindi anche per i colleghi di “Time”, incomprensibilmente colpiti da un attacco di servilismo mediatico), Vladimir Putin dovrebbe essere sinonimo di arroganza del potere e intimidazione della libertà di stampa.
Senza tener conto di quel particolare “virus” che colpisce i giornalisti che scrivono contro l’uomo forte di Russia. Virus mortale, per capirci. Il 7 novembre 2006 veniva assassinata la giornalista russa Anna Politkovskaja, implacabile avversaria dell’uscente presidente russo. Uscente si fa per dire: ha collocato un suo fedelissimo come successore, il quale prontamente ha già detto che nominerà premier il caro Vladimir.
Una pantomima da Repubblica delle Banane che disonora l'intera Russia, peraltro nella sua maggioranza, pare, dispensatrice di stima verso lo "Zar" Vladmir.
Ecco, allora: se “Time” ha piazzato in copertina il viso plumbeo e da ex agente del KGB di Putin, noi, qui sotto scegliamo lei: Anna. Un po' d'aria fresca.
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alle 08:36
noputin_nobush
Putin è una merda... ma anche Bush (come tutti i presidenti USA dal 1890 in poi) è un criminale con le mani sporche di sangue. Che gli yankee facessero più film tipo Siriana, un gioiello per l'obbiettività della storia.