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Amy Winehouse c'è riuscita, come del resto tutti si aspettavano. La sua lotta contro le dipendenze non è certo terminata, ma la sua battaglia per il successo è stata decisamente vittoriosa: 5 Grammy Awards, Amy ha fatto il pienone (anche se nons arà pienamente soddisfatta).
Per quanto riguarda l'apetto dipendenze, che ha influito anche sul suo viaggio a Los Angeles, tanto che non le è stato concesso il visto, ci sarebbero da dire due paroline: ieri Amy si è esibita da Londra e non sembrava proprio in sè. Spieghiamoci meglio: chi conosce la Winehouse sa bene che non è un personaggio che rientra nei canoni della persona comune, il suo modo di fare è sempre stato strano, sembra vivere tra le nuvole ma quando si mette davanti ad un microfono, se ne ha voglia, riesce a far usicre una voce come non se ne sentivano da tempo.
Ebbene, ieri sera abbiamo visto una Winehouse in forma. Ma non perfetta. Non era ancora lei, sicuramente un po' stordita era. Non sappiamo da cosa, ci auguriamo solo sia l'effetto delle disintossicazione: perderla sarebbe un grave danno per la musica.
Ma torniamo ai Grammy, Amy Winehouse ha dominato la 50esima edizione: cinque statuette per l'artista britannica. Anche se il premio più importante è andato al pianista Herbie Hancock con ''River: the Joni letters'', il tributo a Joni Mitchell, che ha vinto come Miglior disco dell'anno.
Ecco cosa è successo.
Alla 50esima edizione dei Grammy Awards, gli Oscar della Musica, Amy Winehouse e' stata incoronata regina. La cantante britannica ha conquistato 5 dei 6 premi a cui era candidata dalle 'nomination'. Ma non le e' riuscito il colpaccio. La sorpresa dell'"edizione d'oro" di quello che e' il maggior evento dell'industria musicale mondiale e' stato Herbie Hancock, il pianista statunitense che, contro tutti i pronostici, ha conquistato il premio piu' importante, quello per il miglior disco dell'anno: l'omaggio alla star di tutti i tempi, Joni Mitchell, "River: The Joni letters".
E cosi' la Winehouse -la talentuosa quando turbolenta star britannica che interrompendo la sua terapia di disintossicazione dalla droga, ha cantato via sastellite da Londra- non e' riuscita nello storico obiettivo di far piazza pulita di tutti e quattro i principali premi. La 'diva maledetta del soul' ha ottenuto il massimo riconoscimento nelle categorie 'migliore registrazione', 'migliore canzone dell'anno' (entrambi per "Rehab"), 'migliore artista rivelazione', 'miglior album pop vocale' e 'miglior artista di pop vocale'.
E in collegamento da Londra 'via satellite' la star britannica -a cui gli Usa non hanno concesso in tempo il visto per arrivare a Los Angeles- ha cantato due dei suoi successi piu' popolari: "You Know I'm no good" e proprio "Rehab". "Back to Black" della Winehouse e "Graduation" di Kanye West, che avevano sbancato tanto nelle classifiche che nella critica, erano considerati gli album ad battere. Il fatto di non avercela fatta e' sicuramente un brutto colpo per la Winehouse, a cui gia' non mancano i problemi sul piano personale. Deluso sicuramente anche la star dell'hip-hop americano, Kanye West, che era in pole position con addirittura 8 nomination e a cui sono andati 4 premi. Il rapper di Atlanta ha offerto al pubblico dello Staples Center di Los Angeles, "Stronger", il popolare tema in collaborazione con il gruppo techno 'Daft Punk'; e un secondo brano, molto piu' intimo e personale, "Hey mama", l' omaggio in cui West, visibilmente emozionato, ricorda la madre morta a novembre per complicazioni dopo un'operazione di chirurgia estetica. Tra i suoi premi, quello per 'miglior disco rap', proprio per 'Graduation' e 'miglior interpretazione rap', per 'Stronger'. (AGI)
Qui sotto i vincitori:
Album dell'anno "River: The Joni Letters" - Herbie Hancock
Registrazione dell'anno "Rehab" - Amy Winehouse
Canzone dell'anno "Rehab" - Amy Winehouse
Artista rivelazione Amy Winehouse
Miglior performance vocale pop femminile "Rehab" - Amy Winehouse
Migliore performance vocale pop maschile "What Goes Around ... Comes Around" - Justin Timberlake
Miglior album pop vocale "Back to Black" - Amy Winehouse
Miglior album rock "Echoes, Silence, Patience, Grace" - Foo Fighters
Miglior album R&B "Funk This" - Chaka Khan
Miglior album rap "Graduation" - Kanye West.
Miglior album pop strumentale "The Mix-Up" - Beastie Boys
Miglior album pop vocale tradizionale "Call Me Irresponsible" - Michael Bublé.
Miglior canzone rock "Radio Nowhere" - Bruce Springsteen (dall'album "Magic")
Miglior album musica alternativa "Icky Thump" - The White Stripes.
Miglior album di Pop Latino "El tren de los momentos" - Alejandro Sanz.
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