"Diverso da chi?", la recensione dell'anteprima: una discreta e innocua commedia

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Ecco a voi la recensione di Ferruccio Gattuso - di Attenti al Cine - del film "Diverso da chi?", visto dal nostro blogger in anteprima.

Ieri mattina a Milano si è svolta la proiezione in anteprima di Diverso da chi?, commedia opera prima del giovane Umberto Carteni. Alla proiezione è seguita una veloce conferenza stampa durante la quale regista, cast e produzione (Cattleya) hanno detto la loro sul film.

Il film è una discreta, ma anche innocua, commedia intinta nei colori della leggerezza e dell'ironia, la storia di un giovane politico (Luca Argentero) di centro-sinistra – gay e felicemente legato al proprio compagno (Filippo Nigro) – che prende un'imprevista sbandata sentimentale-erotica per una compagna di partito (Claudia Gerini), esponente cattolico-centrista ("la furia centrista") legata ai valori tradizionali e soprattutto al tema della famiglia. Scintille prima, intesa poi, passione e sesso infine. Il tutto all'insaputa del povero fidanzato di lui. Dopodiché…  non sveliamo il resto. Ci permettiamo solo un lamento: le migliori battute del film sono state tutte, inesorabilmente bruciate nei trailer.

Attorno alla vicenda – illuminata da una Claudia Gerini come al solito infallibile nella commedia (bellezza e una vis ironica tutta personale, in perfetta alchimia) – si dipanando svariati quadretti di “correttezza politica” e luoghi comuni cosiddetti progressisti di casa nostra: i gay e le lesbiche frizzanti e simpatici, e soprattutto “avanti”; i politicanti, di contro, gretti e meschini su entrambi i fronti (ma quelli del centro-destra puzzano un po' di più, ovvio: hanno lineamenti grezzi e baffoni un po' loschi, come il bravo Francesco Pannofino, che tra l'altro è il “detentore” della voce di George Clooney) e clamorosamente “indietro” rispetto al senso comune della gente. Un finale “ottimista” (che non possiamo svelare ma che, fidatevi, presume un po' troppo sulle reali intenzioni di voto degli italiani) chiude una storia che si vede agilmente quanto la si dimentica.

Ovvio, i realizzatori vorrebbero dipingerla come “rivoluzionaria” sui temi: un lampo di ironia “illuminata” a dipanare le ombre dell'oscurantismo che peserebbero sulla società italiana. C'è chi, in conferenza stampa, si è persino augurato che il film abbia successo a prescindere dalla sua qualità, in quanto “ideologicamente corretto”. I rappresentanti Catlleya si sono, da parte loro, lanciati in una premessa che è tutto un programma: “Il film – hanno detto – è stato sostenuto dall'Arcigay, proiettato in anteprima per  alcuni politici gay come Franco Grillini, riscuotendo positivi riscontri”.

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