Blogosfere Spettacoli
Siamo stati ieri sera al cinema Orfeo di Milano per vedere l'anteprima del film Dragon Trainer, ultimo prodotto della Dreamworks, che uscirà nelle sale italiane il 26 marzo. Il film sfrutta la moderna tecnologia del 3D e siamo felici di annotare che ci sono stati distribuiti degli occhialini trasparenti, simili agli occhiali da vista, dall’ottima resa e privi degli sgraditi effetti collaterali di cui si sente parlare (come affaticamento degli occhi, nausea e giramenti di testa).
Il film racconta la storia di Hic, figlio del capo del villaggio vichingo in cui è ambientata la vicenda, che a causa del suo fisico magrolino e della sua personalità bizzarra, è considerato dalla sua gente una specie di calamità. La maggiore occupazione del villaggio è la caccia ai draghi, con i quali c’è una guerra in corso che dura ormai da 300 anni, poiché i vichinghi subiscono quasi quotidianamente razzie di ogni tipo di generi alimentari. Grazie alla sua caparbietà Hic riesce a farsi ammettere al corso di caccia al drago, che gli era stato precluso, ma si troverà a dover affrontare i problemi derivanti dalla sua amicizia con un drago ferito durante una battaglia. Il suo nuovo amico, dall’ingannevole nome di Sdentato, gli fornirà l’occasione per dimostrare il proprio valore a suo padre e gli permetterà di scoprire il vero motivo dietro l’aggressività dei draghi.
Come si può capire da questo veloce riassunto della trama, l'originalità della sceneggiatura non è il punto forte del film, così come la caratterizzazione dei personaggi è piuttosto usuale; il vero punto di forza della pellicola risiede nel design delle creature alate, nella cura estrema dedicata ai dettagli della computer grafica (di alto livello) ma soprattutto nelle scene di volo, entusiasmanti per dinamismo, velocità e coinvolgimento emotivo dello spettatore. A questo proposito va segnalata anche la regia di buona fattura, con una macchina da presa molto mobile e che sa sfruttare egregiamente le potenzialità del 3D, mai troppo invasivo ed “effettistico”.
Con questo ultimo sforzo produttivo, quindi, la Dreamworks si candida a concorrente diretta della Pixar nella lotta per la supremazia nel campo dell’animazione occidentale: al momento la casa di Up regge ancora saldamente lo scettro, ma ha trovato un valido opponente, perlomeno a livello grafico. Ovviamente questi scontri cinematografici non fanno altro che aumentare le aspettative di noi spettatori, che ci ritroveremo a vedere delle pellicole sempre più elaborate ed accurate in ogni aspetto e che finalmente renderanno giustizia ad un ambito, quello dell’animazione, troppo a lungo considerato rivolto esclusivamente ai più giovani.
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