Captain America: il primo vendicatore, recensione in anteprima del film Marvel

Scritto da: -

L'ultimo film della Marvel, prima dell'arrivo dei Vendicatori, è infine (quasi) nelle sale: solo su Blogosfere Spettacoli la recensione in anteprima di Captain America!

captain america marvel.jpg

Tutti i nerd dell’universo (Marvel) in realtà aspettano i Vendicatori di Joss Whedon, ma a questo giro tocca il primo Vendicatore, ovvero Capitan America. Personaggio tra i beniamini della Casa delle Idee, da sempre caratterizzato da una forte identità nazionale, diviso tra patriottismo e lealtà al Sogno Americano quale utopia pura, svincolata da qualsiasi compromesso utilitaristico.

La versione del supereroe presentata nel quasi eponimo film, però, come ogni capitolo introduttivo che si rispetti, ne racconta solo le origini e la prima avventura durante la 2° Guerra Mondiale; infatti, con un salto temporale di cui non sveleremo il funzionamento, lo rivedremo poi ai giorni nostri assieme a tutti gli altri eroi: Iron Man, Hulk, Thor e compagnia bella.

La trama, per coloro che non conoscono il personaggio, è piuttosto semplice: Steve Rogers è un ragazzo mingherlino che vorrebbe arruolarsi per dare il proprio contributo alla causa, ma purtroppo viene sempre scartato in fase di selezione. Gli viene però offerto di sottoporsi ad un trattamento sperimentale pericoloso, grazie al quale diventerà Capitan America, il super soldato dal fisico imponente e dal cuore puro, in lotta non tanto contro Hitler e il Nazismo, quanto piuttosto contro il Teschio Rosso e l’Hydra, fantomatica organizzazione segreta avente come scopo la solita dominazione del mondo.

Il film si può dividere piuttosto nettamente in due parti: nella prima assistiamo dapprima alla preparazione della nascita del supereroe, che viene presentato nelle vesti di Steve Rogers come un fulgido esempio di determinazione e bontà di cuore. Vi è poi una fase intermedia in cui, una volta acquisite le capacità di supersoldato, Capitan America viene costretto a diventare la mascotte della partecipazione alla guerra: si tratta in tutto e per tutto di una salace parodia della propaganda militare che richiama alla mente, in versione comica, tematiche affrontate da Clint Eastwood in Flags of Our Fathers. Infine il nostro eroe entra nel vivo dell’azione, iniziando a sgominare cattivi a non finire, con la decisa entrate in campo delle tanto amate mazzate, sino ad arrivare allo scontro finale con il Teschio Rosso.

La pellicola, arricchita da un 3D piuttosto leggero e poco invadente, significativo solo in un paio di casi di lanci di scudi o coltelli, si inserisce nella recente tradizione della Marvel di film d’azione di buona qualità. Il cast non lascia affatto a desiderare con un Chris Evans (ex Torcia Umana dei Fantastici Quattro) che in versione smilza funziona come giovine di buona volontà, per poi scoppiare fisicamente (un mastodonte pompatissimo) e appiattirsi nel ruolo dell’eroe ingenuo senza macchia e senza paura. In un ruolo di supporto ormai a lui consono, il generale dell’esercito, un ironico e beffardo Tommy Lee Jones, mentre si segnala Hugo Weaving (V per Vendetta e Matrix) prima efficacemente sopra e poi macchiettisticamente sotto la maschera del Teschio Rosso, personaggio un po’ ridicolo quando sfoggia il cranio completamente cremisi. Hayley Atwell fornisce il giusto apporto di femminilità, perennemente dotata di rossetto, e protagonista di alcuni tra gli scambi verbali più gustosi

Ora, tutti noi sappiamo che sono due gli elementi fondamentali di un film del genere: la fedeltà al fumetto e le mazzate. Della prima posso dire, coadiuvato dal parere di due esperti, che ci assestiamo su buoni livelli, con parecchie citazioni (il cubo cosmico, Bucky, i soldati dell’Howling Commandos, il padre di Tony Stark e il solito cameo di Nick Fury) e un rispetto di fondo per il carattere del protagonista, seppur leggermente sterzante verso un tono da commedia, per quanto di momenti drammatici ce ne siano almeno un paio.

Sul discorso mazzate bisogna premettere che Capitan America è il meno spettacolare degli eroi Marvel per ora trasportati al cinema, per cui non ci si può aspettare tantissimo, in termini di spettacolarità. Resta il fatto che, dopo una prima ora di presentazione, si vorrebbe vedere qualcosa in più rispetto ai tanti salti che vediamo fargli; alcuni combattimenti sono ben coreografati, vedi ad esempio lo scontro sul treno, mentre altri lasciano davvero a desiderare, come il primo incontro tra eroe e villain. Forse non bastano ad appagare l’appassionato d’azione, ma funzionano egregiamente per il pubblico medio cui è rivolto; quello che è certo, però, è che la sterzata jamesbondiana con i gadget e le trappole poteva essere ampiamente evitata.

Insomma, tirando le somme si può essere soddisfatti di questa ennesima trasposizione fumettistica: ritmo e azione non mancano, le psicologie sono piuttosto ben definite, momenti e siparietti comici rallegrano le sequenze più tese e un velo drammatico riesce ad imprimere un certo interesse a vicende che altrimenti potrebbero essere sottovalute come troppo frivole.

E ora attendiamo il mega incontro che sarà I vendicatori: lì davvero vogliamo vedere botte da orbi!

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
 
  • nickname Commento numero 1 su Captain America: il primo vendicatore, recensione in anteprima del film Marvel

    Posted by:

    Deludente, perché rispetto ai successi di Sipder Man e Iron Man, manca essenzialmente quel realismo che rende questi film di fantascienza godibili e credibili. Inizia bene, con il focus sui nazisti in versione \"Indiana Jones\", anche se da subito si percepisce un taglio \"più alla Gardaland che alla Steven Spielberg\". Molto ben caratterizzato CA in versione \"rachitica\", peggiore la ricostruzione degli SU anni \'40 (anche qui troppi elementi \"posticci\"). Il film decade però piano piano successivamente, con un CA che entra nel ruolo senza un periodo di apprendimento e sviluppo dei propri poteri (presente invece nei due film sopra citati), scarsa cura dei dettagli (primo fra tutti lo scudo, il cui uso e potenzialità sono presentati in modo confusionario). Mal sviluppato il mondo nazista e l\'HIDRA e il conflitto con la nemesi “Teschio Rosso”. Lasciano talvolta a desiderare le coreografie dei combattimenti, talvolta troppo semplici, talaltra incoerenti rispetto allo “stadio di sviluppo delle potenzialità di CA”, quasi “cartoonesche” le armi e soprattutto le macchine belliche. Un film che in meno di  due ore liquida CA, in effetti, non poteva che deludere. Scritto il Date —

 

© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.
Per informazioni pubblicitarie e progetti speciali su Blogo.it contattare la concessionaria esclusiva Populis Engage.

Spettacoli.blogosfere.it fa parte del canale Blogo Entertainement di Blogo.it Srl socio unico - P. IVA 04699900967 - Sede legale: Via Pordenone 8 20132 Milano