Marilyn Monroe, film hard: all'asta il presunto video a luci rosse

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Marilyn Monroe in un film porno? All'asta il filmato che la vedrebbe protagonista. I dettagli su Blogosfere Spettacoli

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Lo scrittore James Joyce trascorse un periodo di esilio italiano durante il quale visse in due città diverse, Trieste e Roma. La prima fu da lui amata alla follia, mentre la seconda detestata con tutte le sue forze. Per descrivere il suo raccapriccio per la Città Eterna egli usava questa definizione: “È come se un nipote per guadagnarsi da vivere mostrasse il cadavere della nonna in avanzato stato di decomposizione”.

Vengono in mente simili immagini e si prova un simile sdegno (qualcosa di analogo al caso Amy Winehouse) leggendo di quanto successo con l’asta per il presunto filmino porno avente come protagonista un’icona degli Stati Uniti, ovvero Marilyn Monroe.

Il corto in 8 mm a luci rosse, girato assieme ad una versione in 16 mm vendura nel 1997 per 1,2 milioni di dollari, è stato alla fine valutato “solo” 280 mila dollari. Il venditore-affarista-uomo senza vergogna Mikel Barsa si è detto soddisfatto della cifra, per quanto abbia dato la colpa del basso incasso alle polemiche scatenate dall’Authentic Brands Group, ente che gestisce le immagini di Marilyn, che aveva messo in dubbio la presenza dell’attrice su quella pellicola.

Secondo fonti vicine alla donna Norma Jean Baker non avrebbe mai partecipato ad alcun filmato pornografico, né ne avrebbe avuto bisogno.

Pronta la replica dell’imprenditore: “Quando c’è di mezzo Marilyn è sempre la stessa storia: negare, negare e ancora negare e quindi passare alle minacce. Le dichiarazioni dell’Authentic Brands Group sono infondate e difendono solo il loro marketing, perché Marilyn frutta molti milioni l’anno e loro pensano che questo film porno possa danneggiarne l’immagine“.

Quale che sia la verità non riesco a fare a meno di pensare al “fan” o “ammiratore” che per quella cifra sta profanando la memoria di un simbolo. Certi materiali dovrebbero probabilmente essere sigillati in angoli bui di magazzini smisurati, affinché non possano vedere mai più la luce del sole.

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