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Diritto d'autore: la Siae vuole tassare la musica nei trailer. Sul web è rivolta

Lunedì 31 Ottobre 2011, 08:06 in Cinema di

La Siae chiede a siti web e blog di pagare la tassa sul diritto d'autore anche per i trailer: sul web è rivolta. Cosa significa tutto questo? Per saperne di più leggi Blogosfere Spettacoli

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Riuscite a immaginare un articolo - su una testata online, su un blog, dove vi pare - che voglia promuovere o recensire un film in uscita e che non pubblichi il trailer? Senza il video c'è ben poco appeal, perché è quasi sempre da quella manciata di clip che noi spettatori decidiamo se vedere il film o meno (e dunque se ingrossare o meno le casse di esercenti cinematografici, produttori, distributori eccetera). 

Ebbene, sembra proprio che in futuro vedere i trailer sul web sarà sempre più difficile. Questo a causa di una lettera che la Siae ha inviato qualche giorno fa a molti gestori di siti web commerciali (ossia che vivono grazie alle entrate pubblicitarie), in cui si chiede di pagare una tassa sui trailer

Per l'esattezza, 450 € a trimestre per poter inserire fino a 30 trailer al mese. Pregressi inclusi: questo significa che buona parte dei trailer attualmente presenti sul web sono fuori legge.

Perché accade questo? Fino a oggi pubblicare un video contenente il trailer di un film - anche embeddato da YouTube o altre piattaforme - non comportava alcun pagamento. Di fatto però quei video contengono tracce audio che fanno parte della colonna sonora del film, ovvero materiale coperto dal diritto d'autore.

Sullo stesso sito della Siae è stato pubblicato un articolo in cui si rivendica la necessità di far pagare i diritti d'autore per i brani di colonna sonora presenti nei trailer, come da convenzione firmata lo scorso gennaio con le associazioni degli esercenti cinematografici: "I magazine e i blog cinematografici on line e gli altri siti aumentano la loro attrattività verso gli utenti (e quindi verso gli inserzionisti pubblicitari) arricchendo con i trailer e con la musica in genere i loro contenuti. (...) La musica è chiaramente tra le materie prime dei contenuti audiovisivi come i trailer. Dov'è la sorpresa se un'impresa deve pagare quando si procura le materie prime per fare business?".

Cosa accade ora? Chi vuole pubblicare i trailer sul proprio sito deve compilare un modulo e pagare la relativa tassa tra una di queste due categorie: "streaming a richiesta gratuito e downloading gratuito di opere intere" e "streaming a richiesta gratuito di frammenti di opere inferiori a 45 secondi".

Dato che quasi tutti i trailer durano più di 45 secondi, fate voi i conti. 450 € a trimestre significano 1.800 € all'anno. Il sito fantascienza.com protesta così: "È un balzello del tutto antieconomico anche per grandi siti che potrebbero permettersi di pagare la licenza. Quando mai solo 30 trailer possono produrre tanto traffico da generare introiti tali da ripagare 1.800 euro all'anno?". 

Sul web è però scoppiata la rivolta: se da un lato molti siti web hanno provveduto a rimuovere tutti i trailer, sulla pagina Facebook della Siae è scoppiata la rivolta degli utenti. E sul popolare social network è anche nato il gruppo Non canto sotto la doccia per paura della Siae.

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