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Jovanotti finalmente su Twitter. In un'intervista il vip dice la sua su Internet, nuovi media e social network
In Italia accade sempre tutto con un certo ritardo, a ricordarci di come siamo tra le ultime ruote del carro mondiale, europeo, civilizzato (a seconda della prospettiva geopolitica che si vuole adottare).
La cosa buffa (a parte il nostro sgomitare per un posto in prima fila alla festa per la crisi economica, invero potenzialmente affollata, se si volesse fare i conti in tasca alle altre Nazioni) è che siamo indietro persino per quanto riguarda fenomeni di costume quali Twitter, Facebook e i social network.
Lo dimostra l'intervista a Jovanotti (o meglio, la sua esistenza) apparsa su Repubblica.it, nella quale il celebre cantante e musicista dichiara il proprio incondizionata amore per la tecnologia che mette in comunicazione tutto il globo.
"Un mondo senza internet per me è impensabile. Ogni tanto mi fermo a dire: porco cane!, c'è Internet. È una cosa che faccio giornalmente, come una preghiera. Una volta si cantava: fratello sole e sorella luna. Oggi io dico: fratello Internet e sorella connessione. È esagerato, lo so, ma è anche vero. Perché senza rete staremmo tutti peggio. Quando mando una e-mail a un musicista in California che mi risponde dopo un attimo allegando una traccia di chitarra, mi sento come gli antichi che ringraziavano gli dei per una nuova vena d'acqua sotto casa. Come si fa a non essere rapiti da questa cosa qui?"
Solo recentemente celebrità nazionalpopolarmente note hanno fatto la loro comparsa su Twitter e Facebook: i casi più eclatanti sono quelli di Vasco Rossi (esemplare la sua polemica contro Nonciclopedia), Sabina Guzzanti (che ha attaccato Fiorello, un altro web-vip, e il suo show del lunedì sera), Gerry Scotti, e un mio personale amico/nemico, ovvero Massimo Boldi (il quale, da cavaliere, ha persino risposto a un mio tweet di benvenuto).
Questo ritardo la dice lunga sul grado di modernizzazione del nostro Paese, tralasciando come la si pensi sull'età moderna. È lo stesso Jovanotti, occupato col suo tour Ora, a dire la sua su questo argomento spinoso e attualissimo, basti pensare al digital divide che separa Nord e Sud:
"L'altra sera ne parlavo con mia moglie. Francesca semplificando mi ha detto: Facebook è per le femmine e Twitter è per i maschi. In realtà la differenza è un'altra: Facebook è concavo, Twitter è convesso. Sul primo si sta insieme, si passa il tempo, ci si scambiano foto; il secondo invece è contemporaneo, è appuntito. Su Twitter lanci frecce, su Facebook dei paracadute. Facebook è un bel giardino chiuso, è perfetto per il mio papà che a 78 anni ha ritrovato così un contatto quotidiano con i nipoti e gli amici di una vita; Twitter invece è una città aperta. Qui hai la sensazione di essere un media mondiale e con la tua pallottola da 140 caratteri teoricamente puoi colpire chiunque ed essere raggiunto da chiunque. Ha una potenza gigantesca. In Italia lo abbiamo capito tardi perché qui abbiamo un rapporto difficile con la tecnologia: mia nonna, per esempio, per anni ha guardato solo Rai1 perché non voleva imparare ad usare il telecomando. E ricordo che persino Massimo D'Alema quando diceva di non usare il computer lo faceva con un piglio intellettuale, vantandosene quasi..."
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