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Ligabue, Campovolo film: recensione e trailer

Martedì 22 Novembre 2011, 18:30 in Cinema di

Recensione in anteprima del documentario che mostra il concerto di Ligabue tenutosi a Campovolo. In 3D!

ligabue campovolo 2.0 3D recensione.JPG

Siamo stati ieri sera alla presentazione stampa del documentario musicale Campovolo 2.0 3D, che riporcorre il concerto di Luciano Ligabue tenutosi a Campovolo, Reggio Emillia, il 16 luglio di quest'anno. Presenti all'evento epocale e magniloquente ben 120000 persone, forse un record in Italia.

Dopo la presentazione di rito è d'obbligo chiedersi: "com'è il film?" E qui inizia l'imbarazzo del sottoscritto che deve imbastire una recensione. 

Partiamo da due punti da mantenere bel saldi:

1 - Ligabue, musicalmente e liricamente (se non proprio ideologicamente) non ha mai incontrato il mio favore, e i gusti influiscono molto sul parere che si dovrà dare anche perché

2 - il film non è un film, ma una celebrazione senza sosta del personaggio Ligabue, della sua musica, dei suoi sostenitori e del concerto in sé. Ergo, se si è fan il film piacerà moltissimo, altrimenti ci si potrebbe porre la seguente domanda: "Voglio vedere un concerto di Ligabue? E voglio pagare 10-12 euro per questo privilegio (dato che il 3D farà sicuramente lievitare i costi)?"

A questa domanda posso rispondere con una discreta serenità (non posso invece dire nulla al fan che, giustamente, vuole semplicemente vedere o ri-vedere, vivere o ri-vivere l'esperienza del concerto e non sarà di certo toccato da argomenti cinematografici).

Il film, a parte qualche inserto di "docufiction" piuttosto esile, consistente in interviste e backstage di Campovolo, può essere descritto come la riproposizione parziale dell'evento, non potendo coprire l'effettiva durata dell'intera manifestazione.

E qui veniamo alle dolenti note: per quanto la tecnologia sia di alto livello - si può quindi godere di immagini e suoni puliti e nitidi - la metodologia di ripresa dello spettacolo è del tutto convenzionale (per non dire usurata), intendendo tipologie di inquadrature, vicinanza con i musicisti, interazione, e non riesce sempre a restituire la grandiosità dell'evento.

Spiace anche rilevare la totalità inutilità del 3D, e qui si parla di scelte produttive che prendono per i fondelli gli spettatori, costretti a un esborso superiore alla norma: togliendosi gli occhialini durante la visione è facile constatare come l'aggiunta della profondità o del rilievo alle immagini del documentario sia assolutamente ininfluente ai fini dell'esperienza cinematografica, sia per ciò che attiene il suo utilizzo che per l'effettiva resa che ha sulla percezione del pubblico.

Mai come questa volta è d'obbligo la sentenza "piacerà agli appassionati", poiché costoro sicuramente perdoneranno i non pochi e non lievi difetti del film (convenzionalità, riproposizione non integrale del concerto, inutilità della sezione di docufiction e del 3D).

Chi invece fosse solo curioso di vedere il film risponda sinceramente a questa, ultima, domanda: "Voglio vedere un colossale concerto di Ligabue seduto comodamente in poltrona, pagando sicuramente meno rispetto al corrispettivo live ma perdendomi l'esperienza della presenza in carne e ossa?"

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23 Nov 2011
alle 18:23

Bellalba

Cappuccio, ti sei venduto!

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