Walter Chiari fiction: boom di ascolti e polemiche per la miniserie Rai

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Gli ascolti premiano la fiction Rai "Walter Chiari. Fino all'ultima risata", i critici e gli amici del grande personaggio televisivo polemizzano sulla poca veridicità del racconto. Voi cosa ne pensate?

Walterchiari.jpg La miniserie in due puntate Walter Chiari. Fino all’ultima risata, andata in onda domenica e lunedì scorso sulla Rai ha fatto il boom d’ascolti con 5.535.000 telespettatori, share 21,01% la prima serata e 6.452.000 telespettatori, share 22,66% la seconda.

Del parere dei telespettatori non sono stati, tuttavia, critici televisivi e amici di uno dei personaggi più controversi e amati della televisione italiana.

Facciamo un nome a caso, tanto per cominciare: Aldo Grasso. L’eminente critico televisivo, sulle pagine del Corriere, ha così titolato il proprio pezzo: “La caricatura di Walter Chiari, una sofferenza guardarla”. A detta di Grasso la fiction è una rivisitazione “superficiale e maldestra”, cosa che stupisce data la gran mole di materiale di repertorio che esiste sul grande “entertainer dello spettacolo italiano”.

Come nota il critico:”Sembra che la vita di Chiari sia solo una sfilata di belle donne, la storia di un talento naturale sconfitto dalla dipendenza dalla droga, un ruotare attorno alla figura del figlio Simone. Manca totalmente la dimensione tragica, che oggi forse è l’unica chiave per riscoprire Walter”.

E in effetti proprio questo è il punto, a mio avviso, che ha garantito alla fiction il grande successo di pubblico (morboso voyeurista affamato di scandali), determinando al contempo le critiche degli specialisti.

Agli appunti di Grasso si sono aggiunti quelli di Tatti Sanguineti, intimo amico di Chiari che da un po’ sta lavorando alla sua biografia. Sanguineti ha rivelato all’ansa un segreto che, a suo avviso, avrebbe segnato l’infanzia del comico televisivo e la successiva maturità: il brigadiere di Pubblica Sicurezza Carmelo Annichiarico, padre di Walter, percosse a morte con un nerbo di bue due antifascisti veronesi, i fratelli Panzieri, sottoponendoli ad un interrogatorio stringente. 

Pronta la risposta del figlio di Walter Chiari, Simone Annicchiarico, che nella fiction, oltre ad apparire in un cameo, ha avuto un ruolo di consulente.

A quanti hanno mosso l’accusa di poca aderenza con il reale Simone ha risposto: “Mi ricordate per favore una fiction che si è attenuta alla realtà? La maggior parte di fiction dedicate a personaggi storici sono finite in tribunale. Una cosa è un documentario.. un’altra è una fiction”.

Sul presunto scoop di Tatti Sanguineti ha invece detto: “Su mio padre, morto 20 anni fa, è stato scritto e detto di tutto e di più. Non ho mai sentito parlare di questa vicenda del nonno in casa. Inoltre questa storia secondo la quale papà sarebbe addirittura stato in un istituto correzionale mi sembra surreale. Fantasia spicciola. Viene da chiedersi perché si senta ancora oggi il bisogno di infangare il nome di Walter Chiari a tanti anni dalla sua morte. C’è qualcosa di morboso. Non è sano“.

Ma io vorrei chiudere le polemiche con quella giustissima (somma provocazione) di Grasso, che in un Post Scriptum al suo articolo scrive: “Ma, un giorno, vivremo mai in un paese in cui la Rai, il Servizio pubblico, decide che finanziare una casa di produzione di un parlamentare in carica è cosa quanto meno inopportuna?”

P.S. (mio) Come dargli torto…

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  • nickname Commento numero 1 su Walter Chiari fiction: boom di ascolti e polemiche per la miniserie Rai

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    gli autori della fiction hanno calcato la mano sul fatto che lui era un cocainomane, lo è pur stato, ma non era meglio che questo fatto gli autori lo accennavano solamente?e raccontare altre cose della sua vita?come fiction l\'ho trovata tristissima; non mi è piaciuta. Scritto il Date —