Vasco Rossi Facebook: contro Baglioni, Minghi e Pelù salva solo Zucchero

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La rockstar mediatica questa volta l'ha fatta grossa, insultando molti colleghi senza alcun motivo

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La parabola mediatica di Vasco Rossi, a parte rappresentare la crisi di terza età di un uomo che ha avuto tanto, forse troppo dalla vita, è significativa di quella che è una questione molto importante e attuale della vita nel mondo contemporaneo: la solitudine.

Non si spiega in altro modo, se non con un enorme rigonfiamento dell’ego del cantante (probabile con-causa, in realtà), questo suo continuo berciare per un po’ d’attenzione con dichiarazioni ridicole, del tutto ingiustificate, non richieste. Allo stesso modo in cui tutti noi postiamo i nostri insignificanti link, status, video su Facebook, così il Blasco cerca un contatto con i suoi fan, forse perché abbandonato dal resto dei suoi amici. 

Non so la verità, forse neanche voglio saperla, ma la sua condizione è triste come è triste la solitudine di chiunque altro. Quando però questo desiderio di socialità si trasforma in offese gratuite, panegirici non richiesti, discorsi leggermente superbi e arringhe inconcludenti, allora la necessità di gridare un “TACI!” diventa incontrollabile.

Ma veniamo al dunque. Nella sua autobiografia facebookiana il Blasco ha riservato un capitolo ai suoi gusti musicali e ai rapporti coi colleghi. Ce n’è per tutti, ma lascio che siate voi a leggere le sue zoppicanti dichiarazioni.

Cosa fai, allora, quando incontri un cantante che consideri un perfetto imbecille per le cose che canta? Quando ti trovi di fianco ad uno che, secondo te, dovrebbe andare a zappare la terra, piuttosto che continuare a frignare stupide canzoni che sono tutte la stessa lagna? Canzoni lagnose che non sopporti, ma non glielo puoi dire certo in faccia. Allora lo guardi solo negli occhi, ma in un certo modo provocatorio ed inequivocabile, aspettando (e sperando!) che abbia almeno una qualsiasi reazione visibile, che dica anche soltanto una parola, per poter scatenare una battaglia dialettica, per fargli qualche battuta cattiva ma sincera, qualche critica impietosa ma oggettiva. Quando incontri un Baglioni, insomma, che per te impersona… che per te è l’emblema… delle musichette da sala d’attesa… Con testi che non raggiungono neanche il livello dei peggiori discorsi sul più e sul meno, infarciti dei soliti luoghi comuni, come quelli che si fanno per ammazzare il tempo quando si sta in fila alle Poste o che fanno tra loro le signore dal parrucchiere durante una messa in piega… 

E cosa vuoi fare, dicevo, quando ti ritrovi seduto di fianco ad un tal Wolfang Amadeus Minghi ( il soprannome è mio) che sembra talmente soddisfatto di sé e delle sue canzoni tristi e lagnose…? Che poi, queste sue lagne, lui le fa sempre in tonalità minore… che ti fa scendere giù per le sue scale melodiche sempre di più e, alla fine della torturante atmosfera di triste malinconia, ti risolleva finalmente (anche perché più giù non poteva proprio più andare) con un compiaciuto e soddisfatto…. “La vita mia!” ….In MAGGIORE!! E nel momento in cui lo senti cantare quest’ultima egocentrica e superba frase, lo vedi anche alzare il viso ed assumere un’espressione da imperatore… Be’, allora può venirti proprio voglia di smontarlo un po’, di dirgli che la sua aria da fenomeno musicale e il suo modo di tirarsela ti fanno pena, che sono solo un triste squallore, il risultato di una presunzione eccessiva che ha perso ogni contatto con la realtà, quella vera. E sì… E alla fine glielo dici pure! E lui non fa una piega, resta sordo ed isolato nel suo mondo fatto di favole e di preghiere. Così tu ti allontani, e vai a sederti in mezzo ai Litfiba. Allora, magari, ti ritrovi di fianco a Pelu’… e lo osservi un attimo. E pensi che ancora non hai capito se canta per scherzo e fa del rock per caso, o se in fondo si diverte soltanto… per sesso! Certo non hai ancora capito nemmeno un suo testo. Tutti quegli ululati poco funzionali e tutte quelle gratuite distorsioni vocali continue, che sottomettono il significato delle parole al solo fine dello spettacolo e della recitazione, sono tanto lontani dalla tua concezione di “canzone” e di “musica rock” che finisce che uno come lui, poi… ti sembra un UFO.

 Poi ci sono quelli che non hanno niente da dire, quelli che non sanno comunicare, e poi anche quelli che ammiri e apprezzi. Solitamente finisci per star con questi ultimi, è naturale, è logico. Ogni tanto può capitarti d’incontrare il giovane talento un po’ sbruffone che ti vuole sfidare, e quindi che devi un po’ “domare”, come Grignani, nei primi tempi. Ma c’è anche chi, come Zucchero, si mette a competere con te a suon di dischi pieni di splendide ed orecchiabili… e travolgenti musiche, complete di arrangiamenti davvero ben confezionati.  C’è sempre qualcuno che ti ritrovi regolarmente avanti nelle classifiche, e che raccoglie sempre un po’ più di pubblico di te nei concerti… e che vorresti strozzare!

Tutto ciò non è commentabile, ovviamente. Ma preoccupa seriamente la deriva para-fascista, isolazionista e liberticida che sta prendendo la questione Vasco. Lo stuolo di fan che (si) ucciderebbero per il loro Komandante ci mostra un mondo in pericolo. Perché se uno come lui, che in sostanza non ha nulla da dire, diventa l’idolo delle folle, cosa dobbiamo aspettarci per il nostro futuro, quando dovesse imporsi qualcuno di meno disinteressato al potere? Non saprei, fatto sta che rabbrividisco nel leggere la seguente dichiarazione:

ma chi è quel mentecatto che pensa di scrivere e sostare su bacheca se non è un amante della musica di Vasco Rossi. ma chi è quell’idiota che pensa che abbia un senso venire su questa bacheca a giudicare offendere o criticare le gesta e i comportamenti di Vasco Rossi. Come può pensare di essere considerato letto o ascoltato da noi che siamo “I Soliti”.

A noi ci fanno pena quelli che non capiscono la musica di Vasco Rossi. Quasi ci dispiace per loro. Non sanno cosa perdono. Per noi esiste solo lui nella musica italiana. Gli altri son tutti bravi ma scrivono canzoni. Non trasmettono emozioni e sensazioni forti non comunicano con noi. Non ci rappresentano non sono una nostra voce. Non ci provocano facendoci pensare. Non ci raccontano come andrà a finire non ci insegnano come affrontare le sconfitte Non ci aiutano a riconoscere le nostre debolezze senza vergogna e ad imparare dai nostri errori. A noi Vasco insegna come affrontare la vita a testa alta a rialzarci dopo le cadute e a perdonarci qualche piccolo difetto
Chi sono quei poveri pirla che non apprezzano il suo coraggio la sua onestà e la sua sincerità.
A chi non piace Vasco Rossi e non condivide le sue idee che cosa ci fa su questa bacheca. L’asino?
La Redazione IlBlasco

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  • nickname Commento numero 1 su Vasco Rossi Facebook: contro Baglioni, Minghi e Pelù salva solo Zucchero

    Posted by:

    Se pure gli artisti si fratturano e creano con le loro parole potenti chiavi di sfogo per frapporsi ad altra gente é il momento di preoccuparsi. Ultimamente contestare il komandante (a cui hanno dato pure una laurea in comunicazione...) significa venir tempestati da una pseudo setta di fan che ricordano qualche stato africano...ma é normale in tempi in cui la crisi ha colpito anche il buon senso del \"sentire\" comune. Credo dunque che gli artisti (ma questo succede solo in Italia ed in America), sguinzagliando a suon di parole i propri fans alla battaglia degli idioti, non stiano facendo del bene. E\' francamente triste sentire il risentimento (per chi ha letto la biografia) di chi é stato ampiamente ripagato dalla vita a suon di soldi, fama, tempo...il desiderio di sentirsi diverso, vittima, l\'altro, come maschera che però inizia a fare carnevale.  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Vasco Rossi Facebook: contro Baglioni, Minghi e Pelù salva solo Zucchero

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    sottoscrivo tutto ciò che hai detto, Leandro Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Vasco Rossi Facebook: contro Baglioni, Minghi e Pelù salva solo Zucchero

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    Ma mi faccia capire una cosa: questo, che si crede Dio perché ha fior di leccac**o che glielo fanno credere, si permette di sparare a zero su tutti e poi pretende che nella sua pagina vadano a scrivergli solo complimenti?   Ah Vasco, fatti una pera di umiltà e cura la ytua megalomania, che i soldi e il seuccesso t\'hanno dato in testa più della roba che tu dici d\'esserti introdotto in corpo.   In ogni caso non escludo neanche l\'ipotesi che queste bagarres siano state confezionate apposta per distrarre la massa dalle cose serie e per aizzare la cosiddetta guerra tra poveri, solo che i fans sono troppo rincoglioniti e impegnati a difendere questo o quello per potersene rendere conto. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su Vasco Rossi Facebook: contro Baglioni, Minghi e Pelù salva solo Zucchero

    Posted by:

    D r o g a t o !!!!!! Sei ridicolo e fai ridere. Non puoi giudicare tutti come vuoi tu. Devi dire grazie perche\' milioni di rincoglioniti ti hanno sempre seguito nonostante sono 20 anni che stai facendo cacare.... copia ed incolla!!!!!!   Scritto il Date —