E te pareva: Michael Jackson non è morto, la bara era vuota...

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Giusto per non facri mancare nulla sulla morte di Michael Jackson ecco la prima smentita ufficiale (nel senso pubblicata ufficialmente, non ufficiale perchè ufficiale. Vabbè, avete capito) che riguarda la non morte di Jacko. Ricordate quando vi parlavo di strane voci che settimana scorsa giravano sul web? Ecco, dopo i funerali di martedì sera (qui le riflessioni del giorno dopo) le voci si sono trasformate in presunte verità. Con tanto di complotti al seguito. Allora vediamo.

Tmz.com racconta che il corteo funebre di martedì è stato un depistaggio: in quella bara, arrivata al cimitero di Forest Lawn e da lì ripartita per lo Staples Center, non c'era Jacko. Non c'era nessuno. Poi in serata un elicottero sarebbe atterrato in segreto a Neverland e però anche lì non c'era il cadavere di Michael. Perché nessuno sa dove sarà sepolto e allora tutti si chiedono se sarà sepolto veramente. Le tv riprendono le notizie e così sul web la storia si amplifica: dov'è? Dov'è? Dov'è? C'è una corsa al sospetto che ha creato un movimento di fan, blogger, ammaliatori e venditori di favole che fa crescere i dubbi e alimenta gli scenari da complotto. È venuto allo scoperto Newsflawour.com: «E se fosse tutta una montatura?».

Ieri, quest'articolo scritto il 26 giugno ha avuto 430mila contatti, perché non vedere significa sospettare e qui si capisce che Jacko non lo vedrà più nessuno. Sì, ma perché? Perché è morto davvero o perché è sparito come qualcun altro? Qui vogliono la prova che Michael non respiri più, anche se è macabra e violenta. Che poi le ultime notizie che i complottisti pubblicano in rete dicono che il corpo se c'è non è messo male. «Allora vediamolo», scrivono. «Allora non c'è problema», continuano. Vogliono il trash più trash. Perché in alternativa Michael non è morto. Adesso la cosa si fa insistente, lo scrivono anche altri come hecklerspray.com e retroyakking.today.com, tutti con un loro scenario e una loro possibilità, tutti convinti che ci sia qualcosa di strano. Convinti per fama e per affari, perché ogni contatto in più al sito è una carta da giocare con chi fa pubblicità.

Soldi. La chiave di ogni cosa: del loro business sul sospetto e però anche della sparizione di Jackson che loro spacciano per nuova verità: Michael sarebbe scomparso per scappare ai creditori, per non pagare i 500 milioni di dollari di debiti accumulati negli ultimi anni, oppure per pagarli grazie alla morte. Cento canzoni inedite è il numero che gira da giorni e con il quale mezzo miliardo di dollari si fa in neanche un anno. I conti sono già fatti in questa trama che farebbe sprofondare il Codice da Vinci e Dan Brown nell'abisso di una banale fiabetta. Il giallo di Jacko è molto più avvincente. Ci sarebbe stata quella riunione: lui, i parenti, i manager, qualche amico. Il vertice della morte.

Cinque anni per progettare la fuga attraverso la fine tragica e solitaria: lo sbiancamento della pelle usato come movente per una potenziale malattia, le decine di operazioni come sintomo di un malessere psicofisico inarrestabile, le foto sulla sedia a rotelle come certezza della precarietà. Poi il giorno dell'annuncio del ritorno sulle scene per alimentare l'attesa e l'inizio della riscossa economica, poi la data della finta morte, abbastanza vicina al rientro sul palco così da gonfiare gli occhi dei fan di lacrime e i portafogli degli impresari di soldi. Poi ancora il funerale: 16 giorni dopo il presunto infarto, per preparare tutto nei dettagli, per non sbagliare. E però qualcosa non è andato, secondo i creatori della pista alternativa. Non sappiamo ancora se è morto di infarto o no, non sappiamo se l'ha ucciso un cocktail di farmaci o no. Cioè sappiamo, ma sappiamo anche il contrario e questo sarebbe un altro appiglio complottistico.

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