Prometheus: recensioni dal web del film di Ridley Scott in uscita (da noi) a ottobre

Sentiamo cosa ne pensano i fortunati blogger d'oltreoceano che hanno avuto la possibilità di vedere l'ultimo film di Ridley Scott. Articolo SPOILER FREE

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Come tutti ormai forse saprete la piaga della distribuzione italiana ha colpito ancora: mentre tutto il mondo si sta godendo l'ultimo film di Ridley Scott, Prometheus, prequel del film cult di fantascienza-horror Alien, nel nostro amabile Paese potremo vedere la pellicola solamente a partire dal 19 ottobre, ovvero quando su internet chiunque avrà dibattuto in lungo e in largo gli snodi narrativi e i colpi di scena.


Lasciamo perdere le recriminazioni terzomondiste cinematografiche e concentriamoci sul film. Molti blogger hanno avuto la possibilità di visionare Prometheus, perché abitanti in luoghi dove la civiltà è arrivata con i suoi pro e contro (ops, ci sono cascato ancora - maledetta lingua), e i pareri sono molto interessanti.

Gli amici dei 400 calci, nelle persona del loro Capo Nanni Cobretti, hanno intelligentemente diviso in due la recensione, con una prima parte del tutto priva di anticipazioni. Quello che è risultato dalla disanima dell'occhialuto emulo di Nanni Moretti è che Ridley Scott è tornato a fare la fantascienza come solo lui è capace, supporto da un cast di altissimo livello e molto in forma (Charlize Theron su tutti, ma vale la pena citare Michael Fassbender, Idris Elba e Noomi Rapace).


Il guaio è che tutti gli spunti potenzialmente interessanti (da un punto di vista filosofico-cosmologico, e rimando a quanto disse Guillermo Del Toro) sono mal gestiti e scarsamente approfonditi. Il colpevole, per Nanni come per Ghiaccionove, è Damon Lindelof, ovvero il creatore-sceneggiatore del serial Lost. In un pregnante paragone tra i due prodotti, da me ampiamente condiviso (almeno per quanto riguarda il sopravvalutatissimo telefilm), viene analizzato il meccanismo narrativo ricattatorio e vuoto alla base del mistery americano di grande successo: Lost è stato l'esercizio definitivo sui cliffhanger. Un accumulo costante di promesse, un continuo rimandare a una soluzione a venire. [...] Lost usava le domande come puro escamotage per motivare la visione. Lost non era una sofisticata riflessione, era lingerie da quattro soldi e luci basse usate per nascondere le smagliature. Prometheus usa lo stesso meccanismo.


Nella recensione di Andrea Bedeschi di BadTaste permangono i dubbi sulla sceneggiatura, e sulla volontà di creare un franchise dalla pellicola, ma si prega il pubblico di aspettare la visione su grande schermo perché l'aspetto visivo del film è ragguardevole e merita attenzione: "Fin dagli istanti iniziali, quasi sperimentali e kubrickianamente zarathustriani ambientati nei 'sovrumani spazi' di una desolata landa nordica, Prometheus si merita di essere descritto con aggettivi come 'sontuoso' e 'imponente'."


Infine, forse il parere più pacato trovato finora è quello di Driver dello Splattercontainer che invita tutti ad abbassare le aspettative e a godersi ciò che ha creato nuovamente Scott: "Film assolutamente da vedere ma riducete le aspettative da capolavoro a film molto bello e sarete soddisfatti..."



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